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Trucchi per non pagare le tasse nel Regno Unito. A puntare il dito contro Google questa volta è Barney Jones, dirigente del gigante di Mountain View dal 2002 al 2006: per dimostrare le sue accuse – dice – avrebbe a disposizione niente meno che 100 mila email, che dimostrerebbero come, in modo “immorale”, il suo ex datore di lavoro eviterebbe di pagare le tasse. Il trucco, secondo Jones, è semplice: «Dirottare» i guadagni britannici attraverso Irlanda (dove le imposte per le aziende sono del 12,5%, circa la metà rispetto al Regno Unito) e Bermuda (paradiso fiscale), «frodando» in questo modo il fisco britannico. Anche David Cameron dal canto suo promette battaglia. In vista del prossimo G8 il Primo Ministro, ha già annunciato il suo impegno per evitare che le multinazionali continuino a sfruttare «scappatoie fiscali». E lunedì incontrerà il presidente esecutivo di Mountain View Eric Schmidt.

Appena due giorni fa il vicepresidente di Google Matt Brittin, era stato accusato duramente dal Public Accounts Committee, la commissione della Camera dei Comuni che si occupa anche di evasione fiscale. I numeri parlano chiaro: lo scorso anno, a fronte di un fatturato di 3 miliardi di sterline, Google ha pagato solo 7.3 milioni di tasse. Già a novembre Britt si era difeso spiegando che il suo personale, nel Regno Unito, non vende servizi a clienti britannici, e questo quindi permetterebbe a Google di pagare tasse irrisorie nel Paese. La versione del top manager è che in Europa la pubblicità venga venduta e contabilizzata dalla sede irlandese di Dublino. Versione che, come ha sottolineato la presidente della commissione, la laburista Margaret Hodge, si è rivelata falsa, in base a una serie di testimonianze e a un'inchiesta giornalistica. Hodge ha ricordato a Brittin che il suo comportamento potrebbe avere conseguenze molto gravi. «Siete una compagnia che agisce in malafede e usa fumo e specchi per evitare di pagare le tasse», aveva detto la deputata rivolgendosi al vicepresidente. Le accuse di Jones gettano mettono ora nuova carne sul fuoco.

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