Scoppia lo scontro tra la Polonia e Elon Musk sulle nuove regole di roaming di Starlink, il servizio di internet satellitare di SpaceX. Varsavia ha denunciato l’esclusione del Paese dalle nuove condizioni europee per l’accesso al servizio, che entreranno in vigore dal 17 agosto. La decisione implica che gli abbonati polacchi dovranno esibire il passaporto ogni volta che utilizzeranno Starlink al di fuori della Polonia e sottoscrivere piani tariffari premium più costosi. Starlink non ha spiegato il motivo dell’esclusione della Polonia dalla sua area di roaming europea nell’aggiornamento delle proprie politiche.
Il caso ha provocato la reazione del governo polacco. “Non accetto che una grande azienda tecnologica globale tratti i polacchi peggio degli altri europei”, ha scritto su X il ministro per il Digitale polacco, Krzysztof Gawkowski, riferendosi alla piattaforma di proprietà di Musk. “Ho contattato SpaceX chiedendo l’urgente ripristino di condizioni di parità per i clienti polacchi dell’azienda”, ha dichiarato il ministro, aggiungendo: “Non accetto la risposta ‘deve semplicemente essere così’”.
Il ruolo di Starlink in Ucraina
La vicenda assume un peso particolare per Varsavia anche alla luce del ruolo svolto dalla Polonia nel sostegno all’Ucraina dopo l’invasione russa. Il Paese è infatti uno degli alleati più ferventi di Kiev e ha speso milioni per fornire terminali Starlink e abbonamenti alle forze ucraine, rendendo il servizio di Musk una componente importante delle infrastrutture di comunicazione utilizzate durante il conflitto.
Non è la prima volta che il governo polacco entra in rotta di collisione con Musk sul tema Starlink. L’anno scorso il ministro degli Esteri polacco si era scagliato contro l’imprenditore per i timori che il servizio in Ucraina potesse essere interrotto nell’ambito delle pressioni statunitensi su Kiev affinché firmasse un accordo di pace con Mosca.

