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Rolling Stone Italia chiude, confermata l'indiscrezione di Selvaggia Lucarelli

Rolling Stone chiude. Con questo criptico tweet, Selvaggia Lucarelli aveva lanciato per prima la bomba sul destino della storica testata. In molti attendevano la smentita o la conferma dell'indiscrezione, e la conferma è arrivata qualche ora fa da parte dell'editore Luciano Bernardini de Pace in un'intervista su Primaonline.  

Selvaggia Lucarelli diceva il vero anche sulla dinamica della chiusura, chiusura che - come rivelava la giornalista nei commenti al suo tweet - si limita per ora all'edizione cartacea. Sopravvivrà quindi il sito online, che, come illustra l'editore, conta "2,5 milioni di utenti unici, 435mila follower su Facebook e 231mila su Instagram", aggiungendo che "Il mercato pubblicitario oggi chiede il digitale ed è un’opportunità che [...] va presa senza esitazioni".

Non sono stati pochi coloro che, nella rivelazione della Lucarelli, hanno visto una sorta di piccola rivincita da parte della giornalista, che si era dimessa qualche anno fa dalla direzione del sito di Rolling Stone per divergenze di vedute con l'editore. 

Selvaggia aveva ricordato, en passant, le sue diatribe con la rivista la scorsa estate, quando Rolling Stone aveva pubblicato la lista di presunti detrattori illustri del Ministro dell'Interno sotto l'egida dello slogan "Noi non stiamo con Salvini". "Il motivo per cui dopo tre mesi ho rassegnato le dimissioni" scriveva la Lucarelli nel luglio scorso commentando la pubblicazione della lista da parte di RS: "è proprio che di moderno, libero, solidale, lì dentro forse al massimo c'è la macchinetta del caffè che distribuisce caffè a tutti. Non avevo mai visto un ambiente di lavoro così tossico, illiberale, ostile, scorretto". E rincarava: "Amici di Rolling, se fate una copertina di sinistra, parlando di libertà, accertatevi di praticare tutto ciò che vi rende così diversi da Salvini".

E l'aspra reprimenda di Selvaggia era andata ad aggiungersi al coro di critiche a RS, finita di lì a poco nell'occhio del ciclone attirando moltissime reazioni negative quando molti dei presunti "detrattori" annoverati nlla lista di cui sopra, uno su tutti il direttore del TgLa7 Enrico Mentana, si erano via via dissociati dall'iniziativa, finendo così per sconfessarla e giovare paradossalmente alla causa del leader del Carroccio.

E oggi sono proprio i sostenitori di Matteo Salvini a gongolare, vedendo avverarsi il loro auspicio estivo che la rivista chiudesse al più presto per morìa di lettori. Motivo tuttavia escluso categoricamente dall'editore Bernardini De Pace che parla invece di vendite in edicola comprese "tra le diciassettemila e le ventimila copie" nonché di "tremila abbonamenti", per non parlare delle "ottomila copie da distribuire All'Alitalia in business class  e le duemila per le lounge".

La chiusura dell'edizione cartacea, dunque, è da ascriversi soltanto a una scelta di marketing volta a puntare tutto sul digitale? Così sembrerebbe, stando alle parole dell'editore, benché nel giugno scorso, solo pochi mesi fa quindi, fosse stato reclutato alla direzione editoriale Massimo Coppola per rilanciare in grande stile la rivista.

Qualunque sia la causa della chiusura dell'edizione cartacea (fatto che intristisce nel profondo poiché significa fisiologico alleggerimento della redazione, ovvero licenziamenti e posti di lavoro in meno), è certo che, da questo sviluppo inatteso, la popolarità del grande nemico Salvini, in qualità di bersaglio degli attacchi di Rolling Stone la scorsa estate, finisce per uscirne ulteriormente rafforzata.

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