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Selena Gomez, bufera sulla startup del benessere: investitori la citano in giudizio per 1,2 milioni di dollari

Cinque investitori accusano la popstar e le altre fondatrici di Wondermind di averli ingannati sulle prospettive della startup, nata per promuovere il benessere mentale.

Selena Gomez, bufera sulla startup del benessere: investitori la citano in giudizio per 1,2 milioni di dollari

Selena Gomez finisce al centro di una battaglia legale per Wondermind, la startup dedicata al benessere mentale che aveva fondato nel 2021. Cinque investitori hanno citato in giudizio la popstar e le altre fondatrici della società, sostenendo di essere stati ingannati sulle prospettive dell’azienda e sulle iniziative che avrebbe dovuto sviluppare. La causa, depositata davanti a un tribunale federale statunitense, riguarda complessivamente 1,2 milioni di dollari investiti nel 2022. Secondo i ricorrenti, a convincerli sarebbe stata anche la presenza di Gomez, allora cofondatrice, responsabile del marketing e “chief impact officer”: la sua enorme popolarità sui social avrebbe dovuto contribuire a dare visibilità e valore alla startup.

Ma, secondo la denuncia, le promesse non si sarebbero concretizzate. Wondermind avrebbe prospettato lo sviluppo di un’app innovativa, accordi pubblicitari, contenuti realizzati con celebrità e partnership con grandi aziende, tra cui JPMorgan. Nel 2022 la società sarebbe stata inoltre valutata 95 milioni di dollari. “Le partnership non esistevano. Le iniziative non si sono mai concretizzate. L’applicazione non è mai stata sviluppata”, sostengono gli investitori, secondo i quali per tre anni la società avrebbe attraversato una crisi senza che fondatori, dirigenti o amministratori li informassero della situazione.

Oltre a Selena Gomez, la causa coinvolge la madre della cantante, Mandy Teefey, che era co-amministratrice delegata di Wondermind, e Daniella Pierson, ex socia e cofondatrice della startup. Le accuse comprendono frode in materia di titoli, frode secondo il diritto comune e violazione contrattuale. Gli investitori chiedono la restituzione del denaro versato, il risarcimento dei danni e il rimborso delle spese legali. Secondo la denuncia, Gomez, Teefey e Pierson controllavano complessivamente quasi il 90% della società. Gli investitori sarebbero venuti a conoscenza delle difficoltà di Wondermind anche attraverso un’inchiesta pubblicata lo scorso anno da The Cut, che aveva raccontato tensioni e conflitti interni alla gestione.

Tra le accuse più pesanti c’è anche quella, riferita da Teefey agli investitori, secondo cui Pierson avrebbe utilizzato denaro della società per contribuire al pagamento dell’affitto della propria abitazione a New York, pari a circa 60mila dollari al mese. Pierson, che ha lasciato Wondermind nel 2023, respinge le accuse e sostiene di non aver mai utilizzato fondi degli investitori per spese personali. “Neghiamo le accuse nei suoi confronti”, ha dichiarato, dicendosi pronta a presentare documenti e registri finanziari a sostegno della propria versione.

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