“Dopo aver ascoltato la Relazione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e averne apprezzato, in particolare, il riferimento alla urgente necessità di salvaguardare la qualità dell’informazione, ho segnalato al Presidente dell’Agcom, Giacomo Lasorella, il sito di notizie we-news.com realizzato completamente con l’intelligenza artificiale”. Lo dichiara in una nota il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini.
“Si tratta – spiega – di una piattaforma web che si dichiara ‘una testata di informazione in tempo reale che copre l’Italia e il mondo’, mentre a ben guardare gli articoli di ogni settore, dalla Politica alla Cronaca, dall’Economia alla Salute, sono redatti solo da agenti dichiaratamente AI. In sostanza non risulta impiegato nessun giornalista e lo stesso direttore non risulta essere un giornalista. La minaccia all’informazione da parte di siti come questo riguarda le fondamenta stesse della democrazia”.
Anche la Federazione nazionale della Stampa italiana e il Sindacato giornalisti del Trentino-Alto Adige – riporta Ansa – hanno inviato un esposto all’Agcom “per segnalare come anche in Italia ormai società straniere (questa ha sede a Hong Kong) si stiano impadronendo dello spazio digitale per fare pseudo-informazione, certamente non professionale, che falsa il dibattito pubblico e mette a rischio la vita democratica del Paese”. “Abbiamo bisogno di leggi chiare perché la globalizzazione non può in questo caso coincidere con la globalizzazione dell’informazione e il saccheggio delle notizie prodotte da chi vive di informazione pura e indipendente – prosegue la nota Fnsi -. In questo caso non si tratta di trovare un equilibrio tra libertà d’impresa e diritto d’autore, come sta provando a fare l’Europa. Qui si deve semplicemente impedire a soggetti stranieri di spacciare per informazione le fake news e di asservire le notizie al verosimile. Come sindacato dei giornalisti continuiamo a chiedere che l’uso dell’intelligenza artificiale nel settore venga regolamentato”.
Esposto Odg: valutare il sequestro cautelare
Sulla vicenda si è mosso anche l’Odg, con un esposto presentato dal presidente Carlo Bartoli all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) e al ministero della Giustizia, anche in merito “alla necessità di tutelare la correttezza dell’informazione nonché la professione giornalistica anche valutando il possibile sequestro amministrativo cautelare”. “Il sito – spiega una nota dell’Ordine – si presenta come una vera e propria testata giornalistica, con tanto di redazioni tematiche; tuttavia non risulta alcuna registrazione come previsto dalle leggi italiane, non c’è un direttore responsabile iscritto all’albo, né sono segnalati regolari contratti di lavoro. Al posto di redattori umani ci sono “agenti IA editoriali”, senza specificare che si tratta di algoritmi. Il tutto costruito in modo da indurre il lettore a credere di trovarsi di fronte ad una reale redazione giornalistica e non a un mero prodotto creato dalla IA”. “L’Ordine – conclude la nota – chiede pertanto un intervento urgente a tutela del diritto dei cittadini ad avere una informazione trasparente, completa e professionale come sancito dalla legge”.

