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Chi ha detto che in tempo di recessione i tagli alla spesa producano un ulteriore impoverimento? Molto sembra dipendere da come vengono fatti. La lezione viene dalla controllata italiana di una delle maggiori multinazionali al mondo, Intel, che ha annunciato i risultati del terzo trimestre, apparsi leggermente migliori delle attese (13,5 miliardi di dollari di fatturato, 3,5 miliardi di utile operativo, 2,95 miliardi di utile netto, in calo dell’1% su base annua ed equivalente a 0,58 dollari per azione) ma con una certa pressione sui margini (il Margine operativo lordo è calato al 62,4% del fatturato rispetto al 63,3% di un anno prima) e con un outlook per gli ultimi tre mesi dell’anno non particolarmente brillante (ricavi visti a 13,2 -14,2 miliardi contro attese di consensu di 14 miliardi superiori al valore centrale della forchetta previsiva fornita dalla società).

Contattato telefonicamente il direttore generale di Intel in Italia, Carmine Stragapede,ha infatti sottolineato come i risultati complessivi ed italiani siano in realtà risultati in linea con le attese del gruppo, specie visto “il difficile contesto macroeconomico”. Alla domanda se il “government shutdown” negli Stati Uniti e la “spending review” preannunciata dal governo italiano possano incidere sui risultati dell’ultimo trimestre, Stragapede si è dichiarato ottimista che non si verificherà alcun contraccolpo significativo. Certo, la situazione in Italia (ed Europa) resta critica per i segmenti in Europa consumer e small business, tra l’altro anche per una cannibalizzazione maggiore del previsto del segmento dei tablet pc ripetto ai tradizionali pc e notebook.

In compenso Intel Italia ha ottenuto “riscontri molto positivi dal mercato enterprise” grazie ad aziende come Ferrovie dello Stato o Rcs Mediagroup che hanno implementato nuove soluzioni destinate a ridurre costi e/o migliorare le prestazioni di aree di business in grado di incidere significativamente sul bilancio societario. Le Fs in particolare, ha spiegato ad Affaritaliani il manager, “hanno implementato la tecnologia Intel vPro riducendo significativamente i consumi energetici e il Tco” (Total cost of ownership, ossia l’insieme di tutti i costi del ciclo di vita di un’apparecchiatura informatica), mentre Rcs “ha automatizzato il processo di vendita, rendendo la rete commerciale più efficiente grazie alla dotazione di dispositivi mobili basati su tecnologia di processore Intel Core”.

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