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Turismo, l'e-commerce ha vinto. Ma la vera battaglia è contro Google

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Internet sta rivoluzionando il modo di scegliere, prenotare e vivere il viaggio. I giganti del settore che offrono servizi online sono sempre più strutturati, si quotano in Borsa, aumentano il proprio fatturato. Divorano fette di mercato a danno di agenzie viaggio e tour operator tradizionali.

Ormai, come scrive Le Figaro, il 62% dei francesi prenota le proprie vacanze online. Priceline, uno dei maggiori gruppi mondiali, casamadre di Kayak, produce un fatturato che si avvicina al gruppo alberghiero Accor. E le performance di Borsa confermano la crescita. Le azioni di Priceline, quotate al Nasdaq, si sono apprezzate del 13% negli ultimi 6 mesi. Meglio ancora ha fatto l'altro grande attore del turismo online: Expedia ha guadagnato il 47%. Un successo che ha convinto anche eDreams, esordiente d'aprile con una capitalizzazone superiore al miliardo di euro: sulla Borsa di Madrid non vedeva un listing di queste dimensioni dal 2007.

I siti che consentono, con un paio di click, di scegliere volo, hotel e auto sono destinati a vincere, grazie anche al mobile. Le ricerche di PhoCusWright sottolineano l'enorme acesa del settore. Nel 2012, solo un quarto dei viaggiatori statunitensi possedeva un tablet. Nel 2013 la quota era già passata a un terzo. Oggi siamo al 44%. E un viaggiatore che possiede un tablet o uno smartphone non solo sceglie e prenota in autonomia, ma cambia la propria concezione del viaggio: "Mobile e smartphone stanno plasmando le abitudini dei consumatori", dicono gli analisti di PhoCusWright.

Se gli operatori online stanno decollando, i tour operator europei tradizionali affrontano un momento difficile, tanto da appesantire l'intero settore. PhoCusWright prevede una ripresa lenta delle prenotazioni. E solo a una condizione: i tour operator devono diventare sempre più flessibili e puntare sulle offerte online. Come a dire: il futuro del turismo è sul web. Le vecchie agenzie di viaggio se ne facciano una ragione, anche perché il mercato online offre tali possibilità da essere sovrapponibile a quello fisico.

Alcuni operatori del settore dovranno ridimensionare le commissioni e fare i conti con margini più ristretti. Ma l'e-commerce turistico non è a rischio bolla. La prospettiva è tutta in un dato: oggi la metà delle prenotazioni alberghiere arriva via internet. Secondo Sébastien Bazin, ad del gigante Accor, la quota passerà ai due terzi nel giro di 5 anni.

La guerra tra il web e la vecchia agenzia viaggi ha un vincitore. Ma sul campo c'è già un'altra battaglia: i siti di e-commerce contro Google. TripAdvisor, Expedia, Trivago, eDreams, dopo aver tratto linfa da Big G, stanno tentando di tagliare le radici e bypassare il motore di ricerca. La missione è attrarre gli utenti direttamente sui propri siti. L'arma scelta è quella (costosa) della pubblicità. La concorrenza sarà feroce, anche perché Brin e Page non stanno a guardare e vogliono mettersi in proprio: Google ha puntato su Room 77, startup specializzata sulle prenotazioni via mobile.

 

 

 

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