Arriva da Torino l’idea dei servizi diffusi: coworking, ma anche negozi, asili, bar, ristoranti, biblioteche: un modo per continuare a portare avanti l’esperienza (ottima, almeno fino allo scorso marzo) dei coworking e della sharing economy con quelli, ancora in essere del distanziamento sociale.
L’idea si chiama Ultradistrict Living Lab e consente, attraverso una app, di mettere in rete i coworker e di indicare loro il coworking accessibile più vicino, dando nuova vita a spazi inutilizzati o sottoutilizzati. L’app (UltraApp) che sarà ufficialmente presentata a settembre non offrirà solo i servizi di coworking, ma aspirerà ad essere un hub di servizi: attraverso di essa sarà possibile vedere, prenotare e pagare molti dei servizi offerti nel quartiere torinese indicato, dagli asili alle soluzioni di mobilità sostenibile, dalle opportunità per il tempo libero all’offerta sportiva e artistica, dalle proposte di riqualificazione green, agli spazi disponibili per iniziative ed eventi, fino ai locali per il pranzo e l’aperitivo, i negozi di alimentari, dogsitter, babysitter, parrucchieri e molte altre attività utili.
“Tra le sue tante conseguenze il Covid ha anche portato a una ricerca di lavoro più “agile”, che consenta di coniugare le esigenze di smartworking con quelle di distanziamento sociale – dicono gli organizzatori dell’iniziativa promossa dal coworking torinese Ultraspazio – l’idea è quella di portare la condivisione di servizi e spazi oltre le sole esigenze del lavoro, ma di creare un modello di economia circolare e di prossimità, avvicinando al tessuto urbano non solo i coworkers ma tutti gli abitanti del quartiere. La App, dal prossimo settembre, permetterà all’utente di geolocalizzare tutti luoghi di lavoro condiviso presenti in città, in modo da scegliere quello più adatto alle proprie necessità nel lungo e nel breve periodo. L’app rileva lo spazio coworking più vicino alla propria abitazione o alle esigenze di giornata, ne indica la capienza, la tipologia e il costo, il numero di presenze al suo interno, la disponibilità di parcheggio, suggerisce le modalità di spostamento eco-sostenibile e consente di prenotare in tempo reale una stanza, una postazione o anche solo la sala riunioni per il tempo necessario”.
Ultradistrict Living Lab sviluppa il modello di coworking diffuso, quale iniziativa di liberazione da superflui spostamenti e di contrasto all’inquinamento, avvalendosi di due macro attività:
– ULTRA APP: la piattaforma digitale che geolocalizza e consente l’accesso a luoghi di lavoro condiviso, rileva le presenze delle persone all’interno dei locali, indica le energie e le risorse del quartiere in cui il coworking si inserisce e con le quali interagire, i servizi di mobilità sostenibile, le attività commerciali e le iniziative di intrattenimento culturale presenti nell’area o sviluppati nella community del coworking;
– ULTRAHABITAT: il concept per la conversione di edifici o parte di essi ad uso ufficio in chiave innovativa e sostenibile.
Secondo i risultati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel 2019 la percentuale di grandi imprese che ha avviato al suo interno progetti di Smart Working è il 58%, in crescita rispetto al 2018. La produttività a distanza imposta dalla diffusione del coronavirus ha accelerato questa dimensione del lavoro fatta di flessibilità, condivisioni di spazi, esperienze e servizi. Questo interessante progetto rappresenta un nuovo passo verso quella economia collaborativa ( sharing economy in inglese) che copre già una lunga serie di servizi ed offre nuove opportunità sia ai cittadini che agli imprenditori desiderosi di rispondere a bisogni vecchi e nuovi in maniera innovativa.. La sharing economy apre infatti nuove opportunità di crescita, occupazione e imprenditorialità fondate su uno sviluppo sostenibile economicamente, socialmente e ambientalmente ed implica un approccio volto alla partecipazione attiva dei cittadini e della comunità. Basata sulla collaborazione e sulla condivisione di asset, spazi, competenze, al fine di trarre benefici monetari e non, essa si articola nei seguenti 4 pilastri: Consumo collaborativo, produzione collaborativo, apprendimento collaborativo e finanza collaborativa. I quattro pilastri su cui si basa un altro interessantissimo progetto che ha avuto un significativo sviluppo proprio durante il periodo del lockdown, Coinshare, innovativa ed italianissima piattaforma, che permette agli utenti di crearsi una vera e propria attività complementare, guadagnando dai propri acquisti giornalieri, uno dei primi esempi al mondo di sharing community con cashback
(cosi di moda oggi anche nelle discussioni di politica economica) in blockchain.
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