Vaticano, Matteo Bruni direttore della sala stampa: “Grato della fiducia del Santo Padre e del Prefetto”
“La nomina è certamente per me un onore. Mi piace leggerla come un segno di stima non solo per la mia persona, ma anche per la storia da cui provengo e il lavoro fatto con i colleghi della Sala Stampa della Santa Sede. Sono grato della fiducia del Santo Padre e del Prefetto, Paolo Ruffini, che mi sostiene con la vicinanza del dicastero. È evidentemente anche una scelta che valorizza le risorse interne”. Lo sottolinea Matteo Bruni che dal prossimo 22 luglio sarà il nuovo direttore della Sala stampa vaticana in una intervista a Vatican news.
“La Sala Stampa – ricorda – è una struttura non grande, ma complessa,con una varietà di funzioni articolate e non tutte immediatamente evidenti, neppure a chi la frequenta con assiduità: credo che conoscerla dall’interno possa risultare utile per una realizzazione più profonda della riforma dello stesso dicastero”.
Spiega Bruni che “negli ultimi anni, nella mia vita professionale, il rapporto con imedia è stato sempre piuttosto intenso. Anche se da dietro le quinte, ho cercato di fare in modo che il mio lavoro contribuisse ad un’informazione corretta, tentando di trasmettere alcuni temi portanti del pontificato. In questo senso il nuovo incarico lo interpreto incontinuità con il precedente: un comunicatore al servizio del Santo Padre e della Santa Sede, che mette a disposizione il suo bagaglio umano e professionale. Qui entrano in gioco tanti fattori: l’esperienza professionale, ma anche quella di padre e marito. Sono accompagnato dal sostegno di mia moglie e dall’affetto di mia figlia. Ma direi anche l’impegno accanto ai poveri delle periferie a Roma e nel mondo, che ho vissuto con la Comunità di Sant’Egidio sin dagiovane studente liceale”.
“Oggi – dice il neo direttore della Sala stampa vaticana – mi si chiede un passo in più e, accettando di compierlo, non posso che continuare a lavorare, al servizio del Papa e della Santa Sede, con lamia sensibilità, che resta quella di una Chiesa di tutti, particolarmente dei poveri. Da quando padre Federico Lombardi mi ha chiamato a far parte della Sala Stampa – e gli sono grato per quantoho potuto imparare sotto la sua direzione – con tanti operatoridell’informazione c’è stato uno scambio utile, anche amichevole. Inquesti ultimi anni, con la direzione di Greg Burke e Paloma Garcia Ovejero, che ringrazio per il lavoro fatto insieme, ho continuato ad accompagnare il lavoro di molti giornalisti fin dal loro arrivo a Roma o comunque dai loro primi passi nell’avvicinarsi alla realtà della Santa Sede, aiutandoli ad orientarsi. Sono consapevole che ora inizia un tipo di impegno diverso e spero che la reciproca fiducia restiimmutata”.

