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Zuckerberg e l’assistente Ceo creato con l’IA, il suo braccio destro è un fantasma che ha accesso a tutti i dati sensibili

La rivoluzione in Meta passa dall’intelligenza artificiale: c’è anche il “chief of staff” non in carne e ossa

Zuckerberg e l’assistente Ceo creato con l’IA, il suo braccio destro è un fantasma che ha accesso a tutti i dati sensibili
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L’intelligenza artificiale continua ad avanzare a una velocità tale da non riuscire neanche a rendersene conto. La nuova frontiera dell’IA è addirittura far diventare vice-Ceo una macchina, questo è il caso che riguarda Meta e in particolare il fondatore di Facebook e patron del gruppo, Mark Zuckerberg. Zuckerberg – in base a quanto riporta il Wall Street Journal- sta sviluppando un “CEO agent” pensato per assisterlo nel lavoro quotidiano e recuperare più rapidamente informazioni che oggi passano ancora attraverso diversi livelli della struttura interna. Il progetto si inserisce in una spinta più ampia che attraversa tutta Meta, gruppo da quasi 79.000 dipendenti, con l’obiettivo di accelerare i ritmi di lavoro, ridurre i livelli gerarchici e cambiare le mansioni quotidiane dei dipendenti per restare competitiva rispetto alle startup nate direttamente nell’era dell’AI.

Un altro strumento interno, “Second Brain”, sviluppato sopra Claude, serve invece a indicizzare e interrogare documenti di progetto ed è stato descritto internamente come una sorta di “chief of staff” artificiale. Meta ha anche creato una nuova organizzazione di ingegneria applicata all’IA, incaricata di accelerare lo sviluppo dei LLM del gruppo, con team dalla struttura molto piatta. Ma questa trasformazione, scrive il giornale americano, alimenta anche tensioni interne: alcuni dipendenti la considerano una fase stimolante, altri temono che la corsa all’efficienza possa tradursi in nuovi tagli.