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Medicina
17 Novembre giorno mondiale dei Prematuri; 32000 ogni anno, il 7% dei nati

Ogni anno, il 17 novembre, si celebra la Giornata Mondiale dei Prematuri (World Prematurity Day), evento riconosciuto dal Parlamento Europeo grazie all'impegno della European Foundation for the Care of Newborn Infants (EFCNI) ed istituita per richiamare l'attenzione sui temi riguardanti la prematurità.

Il 7% del totale dei nati in Italia, circa 32.000 all’anno, sono pretermine, cioè vengono al mondo prima della 37a settimana di età gestazionale (dati Cedap 2016). Non sempre si conoscono le cause del parto prematuro, ma alcuni fattori ne aumentano la probabilità. Tra essi si annoverano la gravidanza gemellare o multipla, alcune condizioni di salute che interessano la mamma o il feto oppure il fatto di aver avuto un bambino prematuro in precedenza. Poiché i neonati prematuri hanno vissuto meno tempo nel grembo materno, devono finire il processo di crescita e possono essere più esposti a malattie e infezioni. Inoltre, potrebbero dover essere ricoverati in unità di terapia intensiva neonatale (UTIN) e questo comporta aspetti di cui aver cura anche dal punto di vista psicologico. Occuparsi di un bambino prematuro, non è certo facile, ma è sicuramente possibile, nonostante gli ostacoli. Fondamentale il ruolo del latte materno. Ne abbiamo parlato con il dott Luigi Piero Biondi Responsabile Pronto Soccorso e Reparto Casa pediatrica Ospedale Fatebenefratelli di Milano e con la dottoressa Beatrice Casoni Medico Psichiatra presso casa di cura Quisisana Ferrara e direttore sanitario presso NeuroCare Clinic Bologna.

 

‘I neonati prematuri- spiega il dott Luigi Piero Biondi-  presentano tratti gastrointestinali immaturi, che possono causare problemi di digestione e assorbimento delle sostanze nutritive; pertanto, questi neonati hanno bisogno di un alimento facilmente gestibile dai loro delicati intestini. Il latte delle mamme dei neonati prematuri contiene più grassi e immunoglobulina secretoria rispetto al latte delle mamme dei bambini nati a termine e contiene enzimi che aiutano il neonato nella digestione, nonché il fattore di crescita epidermico che a propria volta favorisce la maturazione del suo intestino. Aspetto ancora più importante, i neonati prematuri alimentati con il latte della loro mamma tendono a essere dimessi in media due settimane prima rispetto a quelli alimentati con latte artificiale. Il latte materno è così importante per i neonati prematuri che, se per qualsiasi motivo le loro mamme inizialmente non riescono a fornire loro abbastanza latte, per ovviare possono essere alimentati con latte donato da altre mamme che allattano anziché ricorrere al latte artificiale’.

Esperienze fondamentali come toccare, abbracciare, baciare e sentire l’odore del bambino- spiegano gli esperti- sono  emozioni che per i genitori con bambini ricoverati nella terapia intensiva neonatale sono rese molto più complesse e limitate. I contatti con i fragili neonati pretermine sono regolamentati e mediati da un’incubatrice dove un bip può rappresentare un allarme. In terapia intensiva  le madri e i padri si misurano con il tema dell’attesa, disorientati in un ambiente in cui tutto è estraneo e minaccioso. L’esperienza più bella per un genitore,  quella della nascita viene accostato costantemente allo stridio di un tunnel sospeso tra la vita e la morte. Per questo oltre agli aspetti clinici è bene aver cura degli aspetti psicologici che entrano in campo in questo delicato processo.

I vissuti emotivi che una famiglia si trova a dover affrontare in questa complessa esperienza di vita

‘I bambini nati prematuramente sono caratterizzati da una fragilità che, generalmente, rende necessario il ricovero in Terapia Intensiva Neonatale dove vengono collocati in incubatrici che ne assicurano la sopravvivenza finchè non saranno sufficientemente maturi e autonomi per tornare a casa. La nascita pretermine, oltre quindi alle ovvie ripercussioni sullo stato di salute del bambino- spiega la  dottoressa Beatrice Casoni Medico Psichiatra- può influenzare anche lo sviluppo del legame genitore-figlio, che deve avvenire in modo completamente diverso rispetto a quando avviene naturalmente una nascita a termine.’

La difficoltà a costruire una relazione con il neonato, la perdita di identità del genitore, a volte il subentrare di senso di inadeguatezza o depressione post partum, e l’ansia sono all’ordine del giorno all’interno della terapia intensiva neonatale.

Quali sono i rischi che dal punto di vista psichico possono minare l’equilibrio della neo-famiglia?

‘La nascita pretermine e il successivo ricovero in TIN sono eventi bruschi e violenti- prosegue la dottoressa Casoni-  che pongono i genitori in una condizione di forte stress in un momento in cui non hanno ancora completato il cammino verso la genitorialità. I genitori possono, quindi, manifestare sintomi e segni caratteristici del disturbo post traumatico da stress con vissuti emotivi negativi, quali rabbia, autosvalutazione, sentimenti di colpa, e sensazione di perdita del controllo, impotenza, anticipazione del lutto, ansia, deflessione del tono dell'umore. Tutto questo non solo compromette il benessere dei genitori, ma può influenzare negativamente lo sviluppo dell'attaccamento genitori-figlio.

Tutti questi sintomi hanno, di solito, denominatori comuni quali la costante sospensione tra la vita e la morte e la perdita dell'identità di genitore sostituito dalle macchine che si "occupano" del bambino. Tali condizioni, se non riconosciute e adeguatamente trattate, possono dare origine a disturbi psichici veri e propri.’

Come è possibile  sostenere i genitori in questa delicata fase?

‘Fondamentale è favorire il contatto fisico con il bambino. In questo modo si rinforza l'identità genitoriale riducendo la preoccupazione e l'ansia oltre a creare le basi per un attaccamento sicuro. Diversi studi, inoltre- evidenzia Beatrice Casoni-  dimostrano che l'allattamento e il contatto fisico con il bambino ne migliorano lo sviluppo neurologico.

Una menzione, particolare, è doveroso farla per quanto riguarda l'allattamento materno. L'allattamento materno, oltre alle importanti ripercussioni sulla salute fisica del bambino che tutti conosciamo, favorisce lo sviluppo del legame madre-figlio limitando il senso di impotenza e l'ansia della madre.’

Il metodo madre canguro, associato a una migliore salute nei neonati prematuri, prevede che i genitori tengono il loro neonato sul petto nudo per lunghi periodi. Questa soluzione può offrire numerosi incredibili benefici non solo al bambino ma anche alla mamma e alla sua produzione di latte. Il contatto pelle a pelle aiuta a calmare e regolare la respirazione e il battito cardiaco del bambino, oltre a riscaldarlo e a lasciarlo riposare a stretto contatto con i genitori. ‘E’ molto importante inoltre, favorire una comunicazione efficace tra lo staff sanitario e i genitori, affinchè questi ultimi possano ricevere informazioni chiare e possano percepire di avere un maggiore controllo della situazione con conseguente riduzione del senso di impotenza. Lo staff è fondamentale per dare supporto e incoraggiamento, incrementando il senso di fiducia nel prendere decisioni relative alla salute del neonato.

Quando non è possibile che l'allattamento avvenga naturalmente- conclude la dottoressa Casoni-  è sempre opportuno chiedere alla madre di tirare il latte affinchè, appena possibile, possa essere somministrato al bambino, cosa che aiuta la madre ma anche il padre a sentirsi comunque partecipe di questo importante processo di costruzione del legame e della relazione’.

E nella Giornata mondiale della prematurità 2020, l’azienda Medela specializzata in allattamento al seno e soluzioni Healthcare scende in campo riprendendo il tema della giornata 2020 ‘Insieme per i bambini nati troppo presto - Prendersi cura del futuro”. ‘La giornata di oggi- spiega Barbara Zancan Managing Director di Medela Italia-  assume un particolare significato con il programma Medela Cares che si prefigge di sostenere tutte le azioni volte a proteggere i bambini più vulnerabili. Sostenendo inoltre le principali associazioni scientifiche con lo sviluppo di protocolli e linee guida standard di cura’.

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