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Medicina
Allergie respiratorie cause, smog e inquinamento principali cause di allergie

Allergie respiratorie, smog e inquinamento le provocano | ALLERGIE PREVENZIONE

Inquinamento atmosferico e smog sempre sono un vero e proprio 'mix micidiale' per le allergie. In base ad alcuni dati relativi alla percentuale di allergie riscontate negli ultimi anni, si stima che almeno un italiano su 4 soffra di allergie respiratorie, e per alcune patologie, la percentuale arriva fino ad un italiano su 3. Quelle più diffuse sono sicuramente la rinite allergica, che colpisce sia adulti che bambini, ma sempre più diffuse e in aumento sono la congiuntivite e l'asma allergica. Fare prevenzione è, dunque, l’unica soluzione per allontanare il rischio allergia, specialmente per chi vive nelle grandi città.


Allergie: cosa sono e quali sono le allergie respiratorie causate da smog e inquinamento

Le allergie respiratorie sono malattie che si manifestano a carico dell’apparato respiratorio a causa dell’inalazione di sostanze che vengono a contatto con le vie respiratorie. L’inalazione può avvenire attraverso il naso, i bronchi o la bocca.

Le più comuni malattie respiratorie sono le riniti, le congiuntivi allergiche e l’asma.

Le allergie possono colpire indifferentemente sia la popolazione adulta che i bambini provocando sintomi diversi e non riconducibili ad un unico disturbo.

 

Allergie respiratorie: sintomi di tutti i tipi di allergia

I sintomi causati da allergia respiratoria possono manifestarsi sia a livello delle vie respiratorie alte che a livello più profondo.

Tra i sintomi più comuni di qualsiasi allergia respiratoria rientrano:

  • Secrezione nasale
  • Difficoltà a respirare
  • Tosse
  • Starnuti
  • Broncocostrizione
  • Asma
  • Lacrimazione e congiuntivite

 

Questi sintomi possono aggravarsi a causa dell’aumento del polline nell’aria. I pollini presenti in alta concentrazione nell’aria delle città tendono a legarsi con i residui di smog e il pulviscolo atmosferico provocando reazioni allergiche all’interno del nostro organismo.

 

Allergie respiratorie: fare prevenzione aiuta a prevenirle

Il ricorso all'omeopatia può aiutare a prevenire le allergie respiratorie senza l’uso di farmaci. “I medicinali omeopatici - spiega Ginevra Menghi, allergologa, immunologa clinica e medico omeopata romana - sono in genere privi di tossicità chimica e di effetti collaterali direttamente legati alla quantità di prodotto assunto. Per questo possono essere prescritti a soggetti allergici di tutte le età, compresi bambini, anziani e donne in gravidanza, che presentano limitazioni nell'uso delle terapie tradizionali ".

 

Allergie respiratorie: terapia personalizzata e omeopatia per combatterle

La terapia del paziente allergico va sempre personalizzata. Sia quella tradizionale, ma in particolare quella legata all'omeopatia. Bisogna tenere conto innanzitutto delle caratteristiche allergologiche del singolo per poter prevenire in maniera specifica e mirata la sua sintomatologia, che varierà da paziente a paziente.

"Il paziente allergico soffre di una patologia cronica, che va avanti per anni - osserva Menghi - quindi spesso incontra difficoltà nel seguire terapie farmacologiche prolungate o per i loro effetti collaterali (dalla sonnolenza al senso di intontimento fino alle difficoltà di attenzione) o perché restio all'uso di farmaci tradizionali. Con l'omeopatia il paziente segue la terapia in maniera più costante. E' bene infatti prevenire la crisi allergica, ovvero quel picco di sintomi, rinite, congiuntivite o asma, che poi sono difficili da trattare in breve tempo. Qualunque tipo di terapia, infatti, se avviata prima della crisi è più efficace, e ciò vale sia per le cure classiche con i farmaci tradizionali che per quella omeopatica".

 

Prevenzione delle allergie respiratorie: quando iniziare la terapia

La prevenzione va iniziata almeno 2-3 mesi prima del periodo previsto di fioritura delle piante a cui si è allergici. Esistono anche terapie preventive che possono iniziare anche un mese prima o 15 giorni prima ma è sempre meglio che arrivare al picco delle fioriture 'scoperti'.

“Ovviamente – precisa l’allergologa - dipende da ciò a cui è allergica la persona, perché se il paziente è allergico a pollini di un albero a fioritura precoce si deve sbrigare, se lo è a una pianta a fioritura più tardiva siamo ancora in tempo per fare un'ottima prevenzione”.

 

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