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Differenze neuroanatomiche e comportamentali tra uomo e donna: il ruolo chiave del cervello

La conoscenza del cervello e del suo ruolo è davvero determinante, per comprendere i comportamenti e la coesistenza mutata nel tempo

Differenze neuroanatomiche e comportamentali tra uomo e donna: il ruolo chiave del cervello

Uomo e donna: il ruolo combinato di biologia, educazione e vissuto personale nella definizione delle caratteristiche individuali

Le differenze somatiche sono quelle più evidenti come la massa muscolare, le ossa più dense nell’uomo con un bacino più stretto, mentre nella donna vi è più tessuto adiposo, glutei, cosce, seni ed un bacino più largo, per l’adattamento al parto. Barba, peli corporei, voce più cavernosa, pelle più spessa, nei maschi ovviamente. Quindi questi esseri umani si differenziano, per base genetica, espressione ormonale, organizzazione corporea, funzioni sessuali e riproduttive. Ma non basta. La conoscenza del cervello e del suo ruolo è davvero determinante, per comprendere i comportamenti e la coesistenza mutata nel tempo. 

La differenza tra uomo e donna, comporta una serie di considerazioni che pur sembrando superflue, non si fermano all’aspetto somatico o sessuale ma si prestano a valutazioni più profonde, guidate e concluse dall’organo principale, il cervello. Come vedremo in seguito servirà alle migliori conoscenze finalizzate ad una comprensione più semplice e adeguata piuttosto che a scontri sgradevoli e complicati. Cominciamo subito dalla differenza genetica. In partenza, con due cromosomi uguali, xx, nasce e si sviluppa la donna. Con xy, l’uomo. Quindi è il cromosoma y che contiene il gene SRY Sex determining Region – fondamentale  per l’attivazione dello sviluppo sessuale maschile durante le prime fasi embrionali. Agisce differenziando le gonadi in testicoli, la produzione di ormoni e la formazione dei caratteri maschili. Da qui la produzione di testosterone e spermatozoi, lo scroto, il pene l’organo copulatore. Nella donna invece le ovaie, gli ovociti, gli ormoni, le tube di Falloppio.       

Il cervello complesso com’è non si presta a un banale confronto o scontro tra le due parti. La comparazione che ci apprestiamo a conoscere e a valutare è un terreno scivoloso, dove bisogna saper interpretare per esercitare un paragone, che partendo dai neuroni, arrivi a identificare gli atteggiamenti della vita di tutti i giorni nelle varie circostanze che si potranno verificare. Partiamo dalle dimensioni, in termini di centimetri o di millimetri. Il cervello maschile è in media leggermente più grande, ma questo è legato alla dimensione corporea, non all’intelligenza. 

Evidenze scientifiche hanno dimostrato che negli uomini esistono più connessioni intraemisferiche, cioè dentro lo stesso emisfero, mentre nelle donne le connessioni si riscontrano maggiormente tra i due emisferi. Interpretazioni che in termini tecnico scientifici possono essere riportate come coordinazione visuo spaziale ed integrazione emotivo linguistica prevalente, anche se di poco. 

Gli ormoni sono un elemento da considerare, perché influiscono in maniera significativa. Il testosterone esprime competitività, impulso, facilitazione all’azione. Gli estrogeni concedono più empatia, regolazione emotiva, in maniera lievemente maggiore ed incisiva rispetto all’uomo. Aggressività, comunicazione ed orientamento cognitivo, sono variamente rappresentati. La prestanza fisica dell’uomo facilita la tendenza ad essere aggressivo, comunica in maniera diretta, puntando decisamente alla soluzione ed al vero obiettivo finale. Più avanzate appaiono le valutazioni e soluzioni visuo spaziali. 

Le femmine esprimono l’aggressività in maniera relazionale e non fisica, consapevoli della maggiore fluidità  verbale e dei dettagli emotivi nonché della memoria verbale. Anche il confronto fisico non appare una buona idea, considerata la differenza muscolare.  Le differenze fin qui esaminate, non sono così nette, soprattutto se comparate a quelle interindividuali a prescindere dal sesso. Trovare uomini empatici, donne analitiche, non può essere una eccezione. Le differenze biologiche ci sono e si conoscono, ma i comportamenti vengono influenzati anche dall’educazione, dalla cultura, dalle esperienze. 

I cervelli in poche parole non sono maschili femminili. Se si passa in rassegna la componente patologica, si possono constatare alcune differenze. In ambito psichiatrico, le donne soffrono di più di depressione maggiore, di ansia, di disturbo borderline di personalità.  Nei maschi, disturbo dello spettro autistico, deficit di attenzione ed iperattività, disturbo antisociale della personalità. La malattia di Alzheimer, l’emicrania, la sclerosi multipla ed altre malattie immunologiche prevalgono nelle donne, mentre il morbo di Parkinson e le conseguenze permanenti da trauma cranico, l’ictus, nell’uomo. Il cervello femminile matura prima. Le differenze cerebrali non sono rigide, ma influenzate da educazione, cultura, esperienze, apprendimento. 

Un’evidente differenza è nei riguardi della mortalità, con le donne più longeve. Altro elemento da tenere in considerazione riguarda le implicazioni farmacologiche. Sul versante femminile nei casi in cui esiste una maggiore componente di grasso, il metabolismo epatico è diverso così come la distribuzione di farmaci lipofili. Si può affermare che non esistono due cervelli separati ma due organizzazioni con caratteristiche diverse. Nello stesso cervello, le aree lavorano di più, a blocchi separati nell’uomo. Nelle donne le reti comunicano di più. Per fare un esempio pratico, un computer con programmi separati nel primo, nel secondo programmi che si parlano continuamente. Diverso anche il modo di percepire e reagire alle emozioni ed al loro controllo.  Questo vale anche per il comportamento. Se da una parte si procede con l’agire e risolvere, dall’altra si innesca “senti, capisci, collega”.    

Gli uomini hanno un cervello più specializzato e orientato all’azione. Le donne più integrato e orientato all’elaborazione emotiva. Sono differenze medie con grande varietà individuali. Quel che è certo è conoscere l’approccio corretto con una evoluzione stabile. Ciò non vale solo per le coppie, ma per tutte le circostanze di vita.