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Medicina
Gastroenterologia: Takeda lancia il bando OPEN Innovation

Leader nel settore della gastroenterologia, Takeda ha confermato il proprio committment in occasione dell’evento “Open Takeda in GI – A new chapter in gastroenterology”, nel corso del quale ha lanciato OPEN Innovation, il bando per strutture ospedaliere e associazioni pazienti.

 

Condotto dalla giornalista Francesca Senette, la due giorni si è svolta in una location di grande fascino come La Lanterna, realizzata nel pieno centro di Roma dal celebre architetto Massimiliano Fuksas e affaritaliani.it ha avuto il piacere di parteciparvi.

 

Ad aprire l’evento è stato l’intervento dell’a.d. Rita Cataldo, la quale ha sottolineato come Takeda sia un’azienda che coniuga l’innovazione (anche nella sua forte componente femminile, compresi i ruoli apicali) con una tradizione forgiata da ben 238 anni di storia. Il colosso giapponese è infatti stato fondato nel 1781 a Osaka da Chobei Takeda e nel corso di oltre due secoli ha consolidato un approccio noto come “Takeda-ismo”, i cui valori sono integrità, lealtà, onestà e perseveranza. Un percorso lungo, la cui ultima tappa è stata l’acquisizione nel 2018 dell’irlandese Shire, leader nel settore delle malattie rare, che dal 2020 rientrerà a tutti gli effetti sotto il brand Takeda, ampliandone ulteriormente il raggio d’azione.

 

Da oltre 25 anni Takeda è leader in gastroenterologia, posizione che quest’anno si conferma con il lancio di Open Innovation, bando rivolto a strutture ospedaliere, associazioni di pazienti, società scientifiche e enti no-profit. Il bando mette a disposizione risorse per l’ideazione e la realizzazione di iniziative di attenzione e gestione del paziente affetto da patologie del tratto gastro-intestinale, volte a migliorare la loro qualità di vita e quella dei caregiver.

 

Ricerca e Community sono le due categorie con cui si articola il bando: il premio Ricerca è destinato alle strutture ospedaliere e alle società scientifiche impegnate nella ricerca o in progetti di Digital Health. Il premio Community è destinato invece alle associazioni pazienti e agli enti no profit che proporranno progetti di supporto al paziente e ai caregiver (accoglienza, assistenza, informazione e accompagnamento al piano terapeutico.

 

Le candidature possono essere presentate sul sito web www.takedaopeninnovation.com dal 18 settembre 2019 fino al 29 febbraio 2020 e saranno giudicate da una commissione di esperti.

  

“Crediamo profondamente nell’importanza di creare occasioni di scambio di esperienze, informazioni e punti di vista tra professionisti della Salute, e per questo ci facciamo promotori di iniziative quali Open Takeda in GI” - ha commentato Rita Cataldo“L’evento è anche l’occasione migliore per presentare il bando OPEN Innovation, che consentirà a tanti talenti di lavorare in sinergia, mettendo a frutto innovazione terapeutica e tecnologica a beneficio dei pazienti e loro caregivers”.

 

Rientrano nel settore della gastroenterologia patologie come il reflusso gastroesofageo, che colpisce in Italia il 10-20% della popolazione, le malattie infiammatorie croniche intestinali, tra cui colite ulcerosa e malattia di Crohn, di cui soffrono oltre 200.000 persone, e la sindrome dell’intestino corto, condizione rara dovuta a un difetto congenito o alla rimozione chirurgica di parte dell’intestino, con ottocento pazienti in Italia di cui circa il 20% pediatrici. 

L’approccio deve necessariamente essere a 360° e considerare non solo la malattia, ma la persona nella sua globalità. Il tema è emerso con forza nel corso dell’interessante dibattito con i rappresentanti delle associazioni dei pazienti.

 

Alessandra Rivella (presidente di ANNA – Associazione Nazionale Nutriti Artificialmente) ha spiegato come il clinico non debba essere solo “il giudicante della patologia”, ma un vero e proprio “alleato per affrontare la patologia stessa”. “Il clinico deve anche essere la persona cui posso confidare la mia paura”, ha aggiunto nel corso del suo toccante intervento.

 

Margherita Gregori, Segretario Nazionale di Un Filo per Vita Onlus, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento da parte di Takeda in iniziative di questo tipo delle associazioni, ricorrendo a un’efficace metafora: “Giustamente si parla spesso della necessità di mettere il paziente ‘al centro’, ma a volte noi preferiremmo sentirci ‘accanto’, nel senso di una collaborazione per la risoluzione di un problema”.

 

Salvo Leone, Direttore di A.M.I.C.I. Onlus, ha commentato: “Partecipiamo volentieri a iniziative come Open Takeda – A new chapter in GI, perché sono occasioni utili di confronto e dove il ruolo delle Associazioni Pazienti si rivela centrale per orientare la ricerca scientifica e sensibilizzare le Istituzioni.  La definizione di una rete sempre più strutturata di professionisti è in grado di fare la differenza per tutte le persone che convivono quotidianamente con le malattie gastrointestinali”.

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA A SALVO LEONE

 

Il Prof. Alessandro Armuzzi, segretario della società scientifica IG-IBD, ha dichiarato: “La ricerca scientifica è alimentata dall’apertura verso nuovi stimoli e input che sinergicamente lavorano per lo sviluppo di nuove terapie, capaci di avere un impatto significativo sulla qualità di vita dei pazienti. Queste occasioni di dibattito si rivelano preziose per toccare con mano gli effetti dei progressi raggiunti in laboratorio”.

 

Antonio Gasbarrini, Professore Ordinario di Gastroenterologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, ha parlato del futuro della gastroenterologia a tutto tondo che “risiede in un moderno approccio integrativo dove il medico non si prende solo cura dell’organo malato, ma dell’individuo nella sua totalità, capendo in profondità il contesto in cui è cresciuto e vive . Le malattie infiammatorie croniche hanno origine da un conflitto tra psiche e sistema immunitario scatenato da stimoli esterni e sarebbe riduttivo il solo uso dei farmaci che lega necessariamente la persona alla malattia. Per questo, è importante che nel team di specialisti ci siano anche professionalità più trasversali come lo psicologo e il nutrizionista”.

 

Franco Locatelli, Professore di Pediatria all’Università Sapienza di Roma e Direttore del Dipartimento di Oncoematologia e Terapia Cellulare e Genica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, ha invece toccato il tema delle terapie avanzate (ATMP -Advanced Therapy Medicinal Product), che costituiscono ormai una realtà per il trattamento di gravi patologie ed una speranza sempre più concreta per molte altre: “Il termine ATMP include un gruppo eterogeneo di terapie, quali la terapia genica e l’ingegneria cellulare e tissutale che possono cambiare la vita delle persone. In uno scenario in continua evoluzione, le ATMP costituiscono ormai una realtà per il trattamento di gravi patologie ad oggi incurabili o su cui risultava difficile intervenire e il loro apporto è potenzialmente applicabile in un vasto ambito di aree terapeutiche – spiega . – In questo settore l’Italia è all’avanguardia e punta a mantenere una posizione di primo piano grazie alla costruzione di centri di eccellenza e a piani di investimento e partnership pubblico privato per garantirne la sostenibilità.”

 

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA A PAOLA PISANTI, COORDINATRICE DELLA COMMISSIONE PIANO DELLE CRONICITA’ PRESSO IL MINISTERO DELLA SALUTE

 

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