Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Medicina » Infertilità, “coppie poco informate sulle alternative alla fecondazione assistita”

Infertilità, “coppie poco informate sulle alternative alla fecondazione assistita”

Infertilità, “coppie poco informate sulle alternative alla fecondazione assistita”
francesco sasso infertilità
Il 35% dei casi d’infertilità ha origini maschili e in alcuni di questi si ricorre spesso alla fecondazione assistita senza valutare possibilità terapeutiche alternative. A Roma il convegno su “Funzione sessuale e infertilità maschile” per affrontare un tema delicato che non può più essere un tabù

Infertilità, erezione e terza età. Questi i temi al centro del Convegno “Funzione sessuale e infertilità maschile” in programma il 25 Ottobre 2014, all’Auditorium Salvator Mundi International Hospital di Roma.

“La Procreazione medicalmente assistita – spiega il Professor Francesco Sasso, chirurgo uro-andrologo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, promotore e coordinatore del Convegno – non è sempre l’unica strada possibile per curare l’infertilità, ma gli uomini e le coppie sono ancora poco informati sulle terapie andrologiche.” “Il tema – prosegue Sasso, della Società Italiana di Andrologia – è tornato di grande attualità dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale sulla Legge 40 e le nuove norme in ambito di Procreazione Medicalmente Assistita, ma merita una corretta informazione e sensibilizzazione, perché non sempre è necessaria la via della PMA per le coppie infertili, che restano purtroppo ancora poco informate sulle potenzialità delle terapie andrologiche.”

“Il 35% dei casi d’infertilità – spiega ancora Sasso – ha origini maschili e in alcuni di questi, vedi nelle dispermie gravi, ovvero di alterazione dei livelli qualitativi e quantitativi dei parametri seminali necessari per fecondare, si ricorre spesso alla fecondazione assistita senza valutare adeguatamente possibilità terapeutiche alternative in ambito andrologico.”

“Se gli uomini si rivolgessero all’andrologia con la stessa attenzione con cui le donne si rivolgono alla ginecologia, potremmo prevenire e curare molte patologie maschili, a beneficio dell’uomo, e di riflesso dell’equilibrio della coppia.”

“L’andrologia – prosegue il Professore – è utilissima anche alla sessualità durante l’invecchiamento. Oggi sappiamo che l’83% dei maschi tra i 50 e gli 80 anni ha una vita ancora sessualmente attiva, con circa 6 rapporti medi al mese, ma pochi uomini sanno che le disfunzioni erettili possono essere ‘campanello d’allarme’ di malattie generali, non solo urologiche, su cui bisogna intervenire con terapie combinate.”