Jet lag e sport: la partita si gioca anche fuori dal campo - Affaritaliani.it

Medicina

Ultimo aggiornamento: 16:43

Jet lag e sport: la partita si gioca anche fuori dal campo

Come la desincronizzazione dei ritmi biologici compromette sonno, metabolismo e performance, anche a parità di allenamento

di Dott. Enzo Luigi Riccardi – Dottore in Farmacia, Dottore in Scienze della Nutrizione Umana e Consulente in Nutraceutica

Viaggio, jet lag e recupero: lo stress invisibile dello sport moderno

Sono il Dott. Enzo Luigi Riccardi, Dottore in Farmacia e in Scienze della Nutrizione Umana, specializzato in integrazione nutraceutica e nella gestione personalizzata del benessere attraverso strategie scientificamente validate. Da anni mi occupo di ricerca e divulgazione nel campo dei micronutrienti e dei fitocomplessi, della nutrizione clinica e dell’ottimizzazione della performance, collaborando con atleti, sportivi, pazienti e professionisti sanitari.

Nel mondo dello sport moderno la fatica non nasce solo dall’allenamento. Sempre più spesso è il viaggio a rappresentare uno degli stress fisiologici più sottovalutati. Spostarsi frequentemente, cambiare fuso orario, dormire in ambienti diversi e alterare le routine quotidiane può compromettere il recupero anche in assenza di carichi allenanti elevati. Il corpo umano non è progettato per adattarsi rapidamente a continui cambiamenti temporali e ambientali, e il prezzo da pagare è spesso una fatica silenziosa, difficile da riconoscere ma reale.

Il jet lag è una forma di stress biologico

Il jet lag non è semplicemente “sonno perso”. È una vera e propria desincronizzazione del ritmo circadiano, l’orologio interno che regola sonno e veglia, secrezione ormonale, temperatura corporea, metabolismo energetico, attenzione e prontezza mentale. Quando questo sistema viene alterato, l’organismo continua a funzionare, ma in modo meno efficiente.

Dormire non significa recuperare

Uno degli errori più comuni è valutare il recupero in base alle ore di sonno. In realtà, dopo uno spostamento il sonno è spesso più leggero, aumenta la frammentazione notturna, si riducono le fasi profonde e peggiora la qualità del recupero cerebrale. Il risultato è un atleta che “dorme”, ma non recupera davvero.

Cervello stanco, corpo lento

La prima vittima della fatica da viaggio è il sistema nervoso centrale. Questo si manifesta con la riduzione della concentrazione, il rallentamento dei tempi di reazione, una peggior coordinazione, un aumento della percezione della fatica. Anche se i muscoli sono strutturalmente pronti, il cervello può non essere in grado di gestire correttamente lo sforzo.

Metabolismo e appetito fuori fase

Il cambio di fuso orario altera anche i segnali di fame e sazietà. Non è raro osservare una perdita dell’appetito, pasti irregolari, difficoltà digestive e un utilizzo energetico meno efficiente. Questo contribuisce a un recupero incompleto, soprattutto in sport con competizioni ravvicinate.

Allenarsi in trasferta: stesso carico, effetto diverso

Un allenamento standard, svolto in condizioni di jet lag o sonno insufficiente, non produce lo stesso adattamento. Lo stesso carico può risultare: più faticoso, meno efficace e più stressante per il sistema nervoso. Per questo motivo, nelle fasi di viaggio, il recupero diventa una variabile prioritaria quanto l’allenamento stesso.

Recuperare significa riallineare i ritmi

In questo contesto, il recupero non consiste nell’aggiungere stimoli, ma nel ricostruire una routine biologica basata su regolarità degli orari, sposizione corretta alla luce, gestione intelligente dei pasti e protezione del sonno. Il vero obiettivo è aiutare il corpo a ritrovare il tempo giusto, prima ancora della prestazione.

Conclusioni

Nel panorama sportivo attuale, il viaggio è uno stress allenante a tutti gli effetti. Ignorarlo significa attribuire alla “scarsa forma” ciò che in realtà è fatica da desincronizzazione biologica. Il recupero moderno non riguarda solo muscoli e allenamento, ma anche tempo, ritmi e cervello. Perché, quando l’orologio interno è fuori fase, anche il miglior programma di allenamento perde efficacia.