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Medicina
Malattie cardiovascolari, niente fumo e vita sedentaria. Ecco come prevenirle

Vaccinazioni come strumento di prevenzione. Purtroppo sull'argomento c'è ancora poca chiarezza, soprattutto quando si parla di malattie cardiovascolari. Per questo Affaritaliani.it - all'indomani della conclusione del 13° Congresso Nazionale della Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare  - ha chiesto al presidente Bruno Trimarco  di fare un punto sullo stato dell'arte del settore

Come si realizza una corretta prevenzione cardiovascolare? E perché è fondamentale?
 Una corretta prevenzione si realizza evitando quelle situazioni che provocano lo sviluppo di malattie cardiovascolari, come l’abitudine al fumo di sigaretta o uno stile di la vita sedentario: fattori che causano un innalzamento della pressione arteriosa e del colesterolo. Attuarla è fondamentale perché le malattie cardiovascolari costituiscono la più frequente causa di morte al mondo.

Perché vaccinarsi? Come mai c'è ancora confusione su questo tema?
Vaccinarsi è fondamentale perché tutte le malattie infiammatorie favoriscono lo sviluppo di malattie cardiovascolari, così anche l’influenza e la polmonite. C’è confusione perché non è ancora abbastanza chiaro quale sia il beneficio che deriva dalla vaccinazione, si tende ancora a enfatizzare molto i possibili effetti collaterali.

Cosa direbbe a un suo paziente per convincerlo?
A un paziente restio a vaccinarsi mi basterebbe citare i dati: la ridotta pratica vaccinale di quest’anno ha causato 8mila morti e 40mila ricoveri per scompenso cardiaco...

Lei ha riscontrato in questi anni una maggiore attenzione dei cittadini al proprio "cuore"?
Sì, anche se nel paziente medio c’è una diffusa tendenza a ritenere i fattori di rischio tali solo per gli altri e non per se stessi e di conseguenza a conoscerli bene, ma non a correggerli. Però l’allungamento della vita che si è avuto negli ultimi anni è legato per oltre l’80% a un corretto approccio alla prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Alimentazione e sport, in che modo vanno praticati e aiutano nella prevenzione?
Alimentazione e sport vanno praticati secondo le indicazioni del medico di famiglia e non col “fai da te”. Non a caso la Siprec prevede per il prossimo anno un Documento sulla personalizzazione della prevenzione cardiovascolare. Per quanto riguarda lo sport, raccomandiamo la pratica di esercizio fisico per un minimo di un’ora al giorno.

In ambito di prevenzione cardiovascolare, l’aderenza e la persistenza al trattamento sono fattori fondamentali per il successo della terapia?
I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità denunciano come in Italia, per i farmaci antipertensivi, l’aderenza dei pazienti sia del 55%, contro un valore ottimale che dovrebbe aggirarsi intorno all’80%. La Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare sottolinea che sono molti i fattori alla base della scarsa aderenza attribuibili non solo al paziente ma anche al sistema sanitario e al medico. Negli ultimi anni ad esempio per effetto delle numerose scadenze brevettuali soprattutto in ambito cardiovascolare, è notevolmente aumentato il numero di farmaci equivalenti disponibili per i diversi principi attivi. Questo, unitamente alla normativa vigente che ne consente la sostituibilità, ha generato una crescente abitudine a quello che viene definito "zapping farmacologico". Quindi il passaggio da un farmaco originator a generico, da generico a originator, oppure da generico a generico, spesso senza la consultazione del medico e senza che si conoscano patologie e piani terapeutici specifici, è un fenomeno che non può essere ignorato in quanto fattore correlato a una ridotta aderenza al trattamento.

Andrea Bufo

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