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Medicina
Parte la prima App per ipertensione arteriosa

Arriva “What is app”: dal 9 ottobre gli italiani potranno scaricare la prima applicazione sanitaria per smartphone e tablet dedicata alla pressione arteriosa e creata con il supporto di una società scientifica. Lanciata dalla SIIA – Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, nel corso del suo XXXI Congresso Nazionale a Bologna, la App sarà un vero e proprio strumento di lavoro per medici e di supporto per pazienti: inserendo i propri valori pressori il paziente avrà la possibilità di visualizzare in tempo reale i suoi trend e tenere un diario digitale da mostrare al medico a ogni controllo. “È una novità assoluta, perché per la prima volta una App di questo tipo ha alle spalle il lavoro di una società scientifica” spiega il Professor Claudio Borghi, Presidente della SIIA. L’ipertensione arteriosa rappresenta ancora la prima causa di mortalità al mondo: “La necessità di comprendere a fondo il problema e tutte le sue implicazioni – prosegue il Professore - è primaria, in ragione del numero di pazienti. Attorno a questa condizione ruotano una serie di questioni primarie: la conoscenza e la valutazione sistematica dei propri valori, la possibilità di avere accesso a una serie di informazioni valide, certificate e attendibili e la possibilità di identificare rapidamente centri ed ambulatori dedicati dove affrontare il problema dal punto di vista clinico e terapeutico.

La alternativa è oggi rappresentata dalla ricerca di informazioni interpellando fonti di diversa provenienza e con disparate collocazioni sui diversi sistemi di accesso alla rete. Attraverso la app la SIIA ha cercato di raggruppare le conoscenze, la esperienza ed i principi generali della gestione del paziente iperteso in uno spazio portatile, facilmente consultabile e all’interno del quale ci si possa muovere con facilità”.

La App sarà strutturata in percorsi, attraverso i quali i pazienti potranno ricevere informazioni sulla ipertensione, ma anche visualizzare il centro specialistico più vicino, avendo a disposizione orari e numeri di telefono, e modalità di accesso e prenotazione di una visita. “La App fornirà informazioni educazionali su cosa sia e su quale sia il miglior modo per prevenire e curare l’ipertensione – spiega la Dottoressa Martina Rosticci, Rappresentante del Gruppo Giovani Ricercatori Italiani, under 35, creato all'interno della SIIA - nasce come interfaccia tra centri ipertensivi / medico e il paziente, ed è importante che diventi uno strumento di lavoro”. Una pagina sarà dedicata ai giovani, tra i quali, a dispetto della comune percezione la prevalenza di ipertensione arteriosa sta aumentando: “Si tende a immaginare i giovani come soggetti sani – prosegue la Dottoressa Rosticci - e stupisce scoprire che anche in giovane età si possa essere affetti da ipertensione arteriosa, malattia che si pensa essere prerogativa dei genitori, se non addirittura dei nonni”. A smentire questa convinzione ci pensano gli ultimi dati pubblicati nel National Longitudinal Study of Adolescent Health, nei quali si evidenzia che un giovane adulto su cinque in America è affetto da ipertensione arteriosa e la stessa situazione sembra essere presente a livello mondiale, come evidenziato da numerosi altri studi epidemiologici.

Spesso la condizione ipertensiva è asintomatica, ma in grado di causare danni rilevanti e progressivi a una serie di organi bersaglio come cuore, cervello e rene. La evidenza clinica dimostra che In una percentuale crescente di pazienti si associa ad altre condizioni cliniche (co-morbidità) che ne complicano il decorso o il cui decorso è complicato dalla presenza di elevati valori pressori. Proprio il fenomeno della co- morbidità associata all’ipertensione sarà proprio l’argomento chiave del XXI Congresso Nazionale SIIA: “Il paziente iperteso non è quasi mai soltanto iperteso (< 15% dei casi) – conclude il Professor Borghi - ed uno studio recentissimo dell’American Heart Association, ha dimostrato come il paziente con una sola malattia in ambito cardiovascolare rappresenti una evenienza rara. Nel paziente iperteso attuale coesistono molte condizioni, e questo impone un interesse ed un approccio che dovrà avvenire necessariamente attraverso la considerazione di variabili incrociate che rimettono il paziente e non solo i suoi valori pressori al centro della attenzione”.

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