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Medicina
Pillola anticoncezionale gratuita, Pro Vita: "Grave e pericolosa per salute"

Anticoncezionali: Pro Vita, decisione Aifa grave e pericolosa

"Come è possibile conciliare la pillola contraccettiva 'libera e gratuita' come panacea di tutti i mali, senza sottolineare i gravi effetti collaterali fisici e psicologici che possono portare fino a depressione e istinti suicidari?": a chiederselo è la portavoce della Onlus Pro Vita & Famiglia, Maria Rachele Ruiu, dopo il via libera dell'Aifa. "Non c'è nulla di più pericoloso per la salute delle donne che banalizzare temi che impattano sulla loro pelle, come aborto, contraccezione, gender e prostituzione", sostiene Ruiu, "in questo quadro è altrettanto grave e pericolosa la decisione dell'Aifa di rendere la pillola anticoncezionale gratuita".

La pillola anticoncezionale diventa gratuita, ok dell'Aifa

In Italia la contraccezione orale sarà gratuita per tutte le donne: la misura è stata approvata dal Comitato prezzi e rimborsi (Cpr) dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e avrà un costo totale per le casse dello Stato stimato in circa 140 milioni di euro l'anno. La notizia è stata anticipata dal sito Quotidiano Sanità che ha intervistato la presidente del Cpr dell'Aifa, Giovanna Scroccaro la quale ha ricordato che il tema era da tempo all'attenzione dell'agenzia ma sono stati necessari tempi tecnici per "arrivare a una valutazione completa".   

È stata anche approvata anche la gratuità della profilassi pre-esposizione contro il virus dell'Hiv, la cosiddetta Prep. "Abbiamo voluto portarli a termine prima della scadenza" del mandato e dell'arrivo della riforma dell'Agenzia, attesa per l'estate, ha spiegato Scroccaro.    

Per la contraccezione gratuita "sono stati valutati, all'interno di 3 categorie di farmaci contraccettivi, individuate e divise per 'generazione', i prodotti meno cari". È stata in particolare la Commissione tecnico-scientifica a suddividere la grande platea di contraccettivi disponibili a oggi per componente progestinica, raccomandando di rendere disponibili gratuitamente un certo numero di prodotti per ogni diversa 'generazione' di medicinali, garantendone una certa sovrapponibilità", afferma l'esperta.

"Noi - prosegue Scroccaro - abbiamo poi analizzato quelli che presentavano i prezzi più bassi. La stima di costo per lo Stato è attorno ai 140 milioni di euro annui, ma si tratta di una decisione importante, che consentirà di ampliare la platea di donne che oggi, magari, consideravano il costo di questi contraccettivi come troppo alto e per questo non ne facevano uso".

Da sempre, rileva ancora la presidente del Comitato prezzi e rimborsi dell'Agenzia italiana del farmaco, "in Italia c'è uno scarso ricorso alla contraccezione e questo ora potrà cambiare. E' difficile peraltro dire, non essendoci stata alcuna contrattazione di prezzi per questi prodotti, che una pillola da 25 euro sia migliore di quelle che costano 10 euro". 

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