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Medicina
Problemi alla prostata? Arriva il vespasiano "amico"

Il vespasiano torna di moda: per una settimana, dal 30 ottobre al 5 novembre, non sarà più il luogo sporco e ricoperto di graffiti e scritte, dove si è costretti ad andare per i bisogni urgenti cercando di restarci il meno possibile, ma un posto dove trovare informazioni utili per la propria salute.

Un ‘bagno amico’ che sarà il protagonista della nuova campagna contro i problemi della prostata in collaborazione tra a Società Italiana di Urologia (SIU) e GSK: per un'intera settimana nelle toilette maschili di stazioni e aeroporti delle principali città italiane si troveranno ad altezza occhi, proprio sopra l'orinatoio, manifesti e locandine con tre domande-chiave sui sintomi che possono essere il segno di disturbi alla prostata. Impossibile non notarle per gli oltre 250 mila uomini che transitano ogni settimana nei luoghi prescelti per la campagna: le Grandi Stazioni di Roma Termini, Milano Centrale, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella e Napoli Centrale, gli aeroporti di Linate, Malpensa, Venezia ed Olbia, e l'autogrill di Piazza Duomo a Milano.

“È sempre più complicato raggiungere i maschi adulti per informarli su argomenti ‘intimi’ legati alla salute della prostata o alla sessualità – osserva Maurizio Brausi, presidente SIU e direttore della UO di Urologia Asl Modena – Per questo abbiamo pensato di metterli letteralmente di fronte ai fatti, cercando di allertarli nelle toilette di luoghi pubblici molto frequentati: manifesti e locandine non potranno essere ignorati e “costringeranno” gli uomini a porsi poche, semplici domande che però possono fare la differenza per capire se qualcosa non va. Chiedersi se il flusso sia debole, interrotto talvolta, domandarsi se di notte ci si alza troppo spesso per fare pipì o se capiti di far fatica a trattenerla: gli uomini potranno riflettere su questi sintomi nei momenti che passano in bagno, facendo così mente locale su disturbi che è opportuno riferire al medico per prendere provvedimenti”.

Questi tre segni sono fra i principali indizi di un'ipertrofia prostatica benigna, una patologia caratterizzata da un ingrossamento della ghiandola che provoca la compressione dell'uretra e la riduzione del flusso di urina ed è la quarta malattia più spesso diagnosticata nell'uomo: in Italia colpisce circa il 14 per cento degli over 50, oltre 1.600.000 persone.

“Altri sintomi sono il bisogno frequente di urinare anche durante il giorno, la difficoltà a iniziare, lo sforzo per urinare e il bruciore, la fase finale della minzione prolungata e ridotta a uno sgocciolamento – spiega Aldo Massimo Bocciardi, direttore della UO di Urologia all’ospedale Niguarda di Milano –. Le tre domande scelte per la campagna tuttavia sono già molto indicative e bastano a porre un sospetto, che va valutato dal medico per poi intraprendere se necessario una terapia adeguata. Si tratta di messaggi semplici e incisivi, in grado di attrarre l'attenzione ma allo stesso tempo rassicuranti: le locandine spiegano chiaramente che non è necessario allarmarsi ma solo parlarne al medico di fiducia.

Non va infatti trascurato il basso tasso di richiesta di consulto medico da parte dei maschi quando si rendono conto di aver bisogno di cure, sia per imbarazzo e reticenza, sia per il fatto stesso che si tratta di alterazioni correlate in qualche modo al proprio apparato uro-genitale: in questo sono molto diversi dalle donne, assai più propense a chiedere aiuto alla prima comparsa di disturbi. La campagna nelle toilette dei luoghi pubblici può essere un modo ideale per superare tabù che impediscono all'uomo di prendere consapevolezza dei propri sintomi, trascurandoli. Il nostro obiettivo è far sì che gli uomini si prendano una pausa per riflettere sulla salute della prostata e porsi domande: usciti dalle toilette, rivolgendosi al medico di fiducia o consultando il sito www.questionidiprostata.it, potranno trovare risposte ai loro dubbi e anche intraprendere un percorso di miglioramento dello stile di vita, utile a prevenire l'ipertrofia prostatica benigna. Si tratta infatti di un problema che può essere evitato con una vita attiva, una dieta mediterranea in cui si riduca l'apporto di grassi animali, un consumo non eccessivo di alcol. Altrettanto importante, infine, sottoporsi a una visita di controllo urologica annuale dopo i 45 anni”.

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