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Medicina
Yovis e il Fingerprint Batterico: l’equilibrio del microbiota per la salute

Yovis e il Fingerprint Batterico: l’equilibrio del microbiota per la salute

Prosegue la campagna educazionale Fingerprint Batterico di YOVIS, integratori alimentari di Alfasigma, con la collaborazione della microbiologa Patrizia Brigidi, che approfondisce come l’equilibrio e il benessere dei batteri naturalmente presenti nel nostro intestino condiziona la nostra salute.

Quasi la metà degli italiani soffre di disturbi gastrointestinali ma quasi uno su tre non fa nulla per contrastarli. 

Obiettivo del nuovo appuntamento è informare su quanto dall’equilibrio del microbiota intestinale – ovvero dalla salute dell’insieme di batteri, miceti e virus che colonizzano l’intestino umano – dipenda in modo importante la salute psico-fisica dell’individuo.

Il patrimonio genetico del network di organismi che colonizza il nostro intestino, noto come microbioma, condiziona infatti attivamente diverse funzioni dell’organismo e influisce sulla salute in generale. 

Nello specifico, il microbiota, oltre a contribuire alla corretta funzionalità intestinale, interviene in numerosi processi fondamentali al nostro benessere psico-fisico: ad esempio coopera con il sistema immunitario facendo da barriera contro i patogeni, incide in diverse funzioni metaboliche, sintetizza vitamine altrimenti carenti nella nostra dieta, rilascia molecole che contribuiscono al benessere intestinale e sembra addirittura poter incidere sull’umore dell’ospite. 


La Professoressa Patrizia Brigidi, Docente di Biotecnologia delle Fermentazioni presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche di Bologna, aggiunge: “Sempre più studiato e caratterizzato è il cosiddetto asse intestino-cervello, che si riferisce al ruolo che metaboliti prodotti dai batteri intestinali hanno su attività del sistema nervoso centrale1, incluso regolazione dell’umore, stress e del senso di sazietà.”

Il microbiota è però un'entità plastica e dinamica, dunque soggetta a variazioni e alterazioni. 

Basti pensare che ognuno ha il suo microbiota, unico e inimitabile come un’impronta digitale, per questo chiamato fingerprint batterico, che cambia nel corso della vita, dall’infanzia all’età adulta, adattandosi alle necessità dell’individuo e rimanendo soggetto a moltissime variabili.  Ciò significa che le simbiosi possono cambiare in meglio, quando nuovi partner microbici offrono geni, funzioni e opportunità evolutive inedite ai loro ospiti. 

Ma significa anche che l’equilibrio del microbiota intestinale può venir meno, ad esempio a causa di alimentazione scorretta, sedentarietà, stress o terapie antibiotiche, portando a uno squilibrio microbico noto come disbiosi, le cui conseguenze possono essere importanti.

“Un microbiota alterato può avere un ruolo importante nell’insorgenza e nella progressione di una serie di patologie dismetaboliche quali obesità, diabete, disturbi cardiovascolari” – dichiara la Professoressa Brigidi – “Ma anche in patologie neurodegenerative associate all’invecchiamento in salute, e a diverse malattie autoimmuni. Recenti studi evidenziano anche come un microbiota intestinale alterato possa impattare anche sulla risposta immunitaria al vaccino antiinfluenzale”.

Ricerca EMG-YOVIS: i risultati

Un altro tema importante dell’evento è stato rivelare la scarsa conoscenza degli italiani relativamente a queste tematiche, con l’indagine di mercato EMG-YOVIS i cui risultati sono stati presentati in anteprima all’evento YOVIS, e che ha fatto luce anche sull’approccio al mondo dei probiotici su un campione di 1.000 italiani.

Dalla ricerca si evince che, sebbene più del 77% degli intervistati affermi di sapere cos’è la flora batterica, davanti a concetti come microbiota e microbioma, in pochissimi sanno esattamente di cosa si tratti, anche leggendo la definizione (nello specifico il 40,2% conosce la definizione del termine microbiota e solo il 31% quella di microbioma).

Per quanto riguarda il fingerprint batterico, ossia l’impronta batterica che ci distingue da tutti gli altri individui rendendoci unici, la conoscenza del concetto è ben più labile.  Quasi la metà degli intervistati (49,5%), infatti, è erroneamente certa che ogni essere umano abbia gli stessi batteri intestinali e più del 75% degli italiani (il 75,7%) non ha mai sentito la definizione di fingerprint batterico.

Disbiosi e italiani – Definizione e cause

Quando poi si indaga su definizione e cause della disbiosi, la percentuale scende vertiginosamente. 

Quasi l’88% degli intervistati, infatti, non sa cosa sia la disbiosi. Per quanto riguarda le cause, le infezioni intestinali sono viste come quella principale (dall’85,4%), seguite da dieta scorretta (84,1%), stress (82,2%) e intolleranze alimentari (79,6%).

Solo al 5° posto compare la voce “terapia farmacologica”, percepita come causa di disbiosi dal 78,7% degli intervistati e addirittura al 6° posto gli antibiotici che, seppure in caso di prescrizione medica siano il rimedio più efficace per combattere i batteri patogeni, chiaramente minano la biodiversità microbica.

Comportamenti dannosi come la sedentarietà o il fumo sono addirittura rispettivamente all’11 esimo e al 12 esimo posto come possibile causa di disbiosi secondo gli italiani.

Quasi la metà degli italiani soffre di disturbi gastrointestinali 

“Non sorprende che quasi la metà del campione, il 47,8% per l’esattezza, soffra di disturbi gastrointestinali.” – commenta la Professoressa Brigidi – “Ma la cosa che lascia più perplessi sono i rimedi adottati: se da una parte si risolve seguendo un’alimentazione corretta ed equilibrata (47,2%) o assumendo farmaci e/o probiotici (46,1%), quasi un italiano su 3 non fa nulla per contrastarla (il 27,4% del campione), esponendosi a un rischio che a lungo andare può essere importante.”

La Professoressa Brigidi afferma: “Il rimedio più riportato dagli intervistati per ripristinare l’equilibrio è seguire un’alimentazione corretta. Più che un rimedio, però, questa è una basilare e buona abitudine, da applicare nel quotidiano. In caso di disbiosi, invece, siamo davanti a uno squilibrio microbico più importante e per rimodulare il microbiota intestinale verso il ripristino di uno stato di eubiosi, l’assunzione di probiotici può essere un valido aiuto, come riporta quasi la metà degli intervistati.”

Eppure l’86% degli italiani affetto da disturbi gastrointestinali dichiara che, dopo aver assunto probiotici, i suoi sintomi sono scomparsi o migliorati.

“Questo perché i probiotici, soprattutto quelli multiceppo, multispecie e multigenere aiutano a ripristinare l’equilibrio della microflora batterica intestinale, contrastando la proliferazione dei batteri patogeni e integrando i microorganismi mancanti. Inoltre ceppi e specie diversi si coalizzano, si aiutano a vicenda, favorendo la colonizzazione di consorzi microbici a beneficio dell’ospite umano.” commenta la Professoressa.

Chiara Francini, Brand Manager Yovis, commenta i meccanismi di scelta del probiotico ideale che guidano  i consumatori: “La scelta di base è quella suggerita dal medico o dal farmacista; se è vero che la maggior parte degli italiani cerca un prodotto che sia pratico al consumo – caratteristica indicata come principale per il “probiotico ideale” – sono ancora pochissimi, neanche il 30%, gli italiani che sono a conoscenza della caratteristica fondamentale che devono avere i probiotici per essere efficaci: contenere diversi miliardi di cellule vive di specie, di generi e di ceppi diversi. 

La dottoressa Francini conclude: “L’elevata concentrazione di miliardi di fermenti lattici vivi, di specie, di generi e di ceppi diversi, rende gli integratori alimentari Yovis adatti alla varietà interindividuale del microbiota, con soluzioni pratiche al consumo e adatte a tutti, che vengono incontro alle preferenze e alle abitudini di ogni consumatore”.

 

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