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Milano

Il primo bike sharing 'peer to peer' è nato e verrà testato "in vitro" a Milano, tra qualche mese: si chiama "Cyrcolo" ed è una start-up tutta meneghino-bolognese che mira a "ristrutturare il rapporto tra società e istituzioni, con massima sinergia, ma alla pari". L'obiettivo, "utopia in realizzazione" è quello di creare una community che rilevi la società stessa: "arrivati a 5milioni di quote sarà una gigantesca cooperativa indipendente".

Nata nel 2009 per un concorso a Copenaghen sul bike sharing, premiata nel 2012, l'idea è di Marco Lampugnani e Gaspare Caliri, titolari dello studio di design e servizi per lo spazio pubblico "Snark", e copia proprio la condivisione di mp3 in rete. Prima di mettere a disposizione la proprio bicicletta ad una rastrelliera, le si applica un dispositivo con microchip, che funziona anche da lucchetto, e poi è pronta per essere inforcata da qualsiasi membro della community Cyrcolo. Ogni mezzo può essere sempre individuato grazie al gprs e a una app per smartphone che sblocca anche il lucchetto.

Si può entrare in Cyrcolo sia mettendo a disposizione bici, sia solo usandole, con un piccolo abbonamento, e se per il momento gli occhi di Marco e Gaspare sono puntati su Milano e Bologna, dove lavorano, l'idea è quella di una rete di peer to peer ciclistico a livello europeo.

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