Debutta a Milano la cardio Tac del futuro: è superveloce perché fotografa il cuore nel tempo di un solo battito, permettendo di abbattere al minimo la dose di radiazioni e di dimezzare le quantità di mezzo di contrasto. Inoltre potrà essere utilizzata anche su pazienti finora esclusi dall’esame. L’apparecchiatura “rivoluzionaria”, così la definiscono gli esperti, è la new entry nel parco macchine del Centro cardiologico Monzino. L’Istituto del gruppo Ieo, unico Irccs del cuore in Italia, è la prima struttura italiana a disporre della ‘Revolution Ct’ e il primo ospedale in Europa (fra i 4 che la utilizzano includendo il Monzino) a impiegarla “ad alto volume clinico”. In altre parole, a farla lavorare al massimo.
Il nuovo apparecchio, operativo in 10 centri del mondo, “preannuncia una svolta nella diagnosi delle malattie cardiache perché unisce a un’eccellente qualità delle immagini, un’altissima velocità di esecuzione e una maggiore sicurezza per il paziente, con radiazioni che si avvicinano allo zero”, spiegano dall’Irccs di via Parea. Il primo vantaggio per il paziente, quindi, è la sicurezza di un esame con “un costo biologico prossimo allo zero” grazie a radiazioni inferiori a 1 milliSievert. Dosi ridotte “come mai prima” in 15 anni dall’introduzione della Tac cardiaca, sottolinea Daniele Andreini, responsabile dell’Unità operativa Tac cardiovascolare del Monzino. “Potremo arrivare anche a dimezzare la dose del mezzo contrasto – aggiunge – diminuendo così i problemi collegati al rischio di ipersensibilità e, soprattutto, l’impatto sulla funzione renale del paziente”. Lo specialista assicura: “La tecnologia a cui siamo arrivati oggi rappresenta il vero passaggio rivoluzionario”.

