Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Gruppo Cap » Città metropolitana di Milano e Cap Evolution: la sabbia recuperata dai depuratori diventa materiale da costruzione

Città metropolitana di Milano e Cap Evolution: la sabbia recuperata dai depuratori diventa materiale da costruzione

L’autorizzazione rilasciata da Città metropolitana di Milano consente a CAP Evolution di rendere disponibili al mercato le sabbie recuperate dai processi di trattamento e pulizia della fognatura.

Città metropolitana di Milano e Cap Evolution: la sabbia recuperata dai depuratori diventa materiale da costruzione

Un passaggio strategico per lo sviluppo di una filiera delle materie prime seconde e una risposta concreta alla crescente scarsità di sabbia, la seconda risorsa più sfruttata al mondo dopo l’acqua. A disposizione della filiera delle costruzioni una risorsa circolare certificata. Da materiale di scarto a nuova risorsa per il settore delle costruzioni e delle infrastrutture. CAP Evolution, la società di Gruppo CAP dedicata all’economia circolare, alla depurazione e alla produzione di energia green, segna un nuovo importante traguardo in direzione zero-waste grazie all’autorizzazione rilasciata da Città metropolitana di Milano (dell’Art. 208 del D.Lgs. 152/06) a immettere sul mercato la sabbia recuperata e rigenerata dai processi di depurazione nell’impianto di trattamento del depuratore di Robecco sul Naviglio.

Si tratta di un risultato che acquista un’importanza ancora maggiore se inserito nell’attuale scenario macroeconomico: secondo i dati UNEP (il Programma ONU per l’Ambiente), a livello globale se ne consumano circa 50 miliardi di tonnellate all’anno, portando le riserve naturali a un rapido esaurimento. Anche in Italia la carenza di sabbia e ghiaia si fa sempre più critica: come denunciato da Legambiente, oltre il 60% delle cave attive sul territorio nazionale è ormai prossimo alla saturazione.

Il provvedimento consente di valorizzare sul mercato le sabbie recuperate dai processi di depurazione, dalla pulizia delle reti fognarie e dalla linea FORSU di ZeroC, che cessano ufficialmente la qualifica di rifiuto (End of Waste) diventando a tutti gli effetti un aggregato riciclato certificato e commercializzabile. Fino a oggi il materiale veniva riutilizzato esclusivamente all’interno dei cantieri di Gruppo CAP, in particolare per il letto di posa e il ricoprimento delle tubazioni di acquedotto e fognatura. Con questa evoluzione autorizzativa, oltre a poter ricevere e trattare i rifiuti generati dalla linea FORSU di ZeroC, le sabbie recuperate potranno essere destinate anche ad applicazioni esterne, offrendo alle imprese un’alternativa sostenibile agli aggregati naturali di cava e contribuendo alla costruzione di una filiera locale del recupero di materia.

Falcone (Cap Evolution): “A disposizione delle imprese un aggregato riciclato sicuro e tracciato”

“Questa autorizzazione ci consente di compiere un passaggio concreto: trasformare le sabbie recuperate nei nostri impianti da materiale destinato alla gestione interna a prodotto certificato e disponibile per il mercato” afferma Michele Falcone, Direttore Generale di CAP Evolution. “Mettiamo così a disposizione delle imprese del territorio un aggregato riciclato sicuro e tracciato, riducendo il ricorso alla discarica e il consumo di materie prime naturali. È un risultato pienamente coerente con le politiche europee sull’economia circolare, che puntano a rafforzare il mercato delle materie prime seconde e a favorire l’impiego di materiali riciclati di qualità nei processi produttivi. Allo stesso tempo, valorizziamo le capacità industriali dei nostri impianti dimostrando come l’integrazione tra depurazione, trattamento dei rifiuti e recupero di materia possa generare nuove filiere locali e rispondere concretamente alle esigenze del mercato”.

Un impianto strategico per il recupero di materia

L’impianto di depurazione di Robecco sul Naviglio si conferma uno dei poli tecnologici di riferimento di CAP Evolution per il trattamento delle acque reflue e il recupero di materia. Serve un bacino di 27 Comuni, ha una potenzialità pari a 340.000 abitanti equivalenti e tratta quotidianamente una portata media superiore ai 102.000 metri cubi di reflui urbani.

All’interno della struttura è attiva una linea dedicata al recupero delle sabbie provenienti sia dai processi di dissabbiamento dei depuratori CAP sia dalle attività di pulizia delle reti fognarie effettuate dalle ditte di spurgo incaricate delle manutenzioni. L’impianto è autorizzato al trattamento fino a 48 tonnellate al giorno, pari a 14. tonnellate annue di residui non pericolosi. Il processo consente di ottenere un aggregato riciclato fine, una sabbia con granulometria 0/6,3 mm, idonea alla sostituzione degli aggregati naturali nelle opere civili.

Controlli, qualità e tracciabilità a norma europea

La cessazione della qualifica di rifiuto è garantita da un sistema strutturato di controlli ambientali, prestazionali e documentali che assicura qualità, sicurezza e tracciabilità dell’intero processo. La sabbia recuperata è dotata di marcatura CE ed è conforme alle norme tecniche UNI EN 13242 e UNI EN 13285 relative agli aggregati per opere civili e infrastrutturali. Ogni lotto da 100 metri cubi viene omologato attraverso verifiche fisico-meccaniche e ambientali eseguite da laboratori certificati, che includono test di cessione, analisi su metalli e parametri chimico-fisici.

L’affidabilità del processo è stata inoltre verificata da ARPA Lombardia, su incarico di ISPRA e del Ministero dell’Ambiente, attraverso una specifica attività ispettiva che ha confermato la conformità dell’impianto e del materiale anche rispetto ai severi regolamenti europei REACH, POPs e CLP, attestando l’assenza di sostanze pericolose. L’intera filiera è supportata da un sistema di tracciabilità digitale che consente il monitoraggio dei flussi dalla pesatura automatizzata in ingresso fino alla documentazione di trasporto verso i cantieri di destinazione.