Alla vigilia della giornata di lutto cittadino proclamata da Milano per la morte di Francesco Imprezzabile, emergono nuovi dettagli sul profilo di Genti Berisha, l’uomo che la sera del 22 giugno era alla guida dell’auto fuggita a un posto di blocco, dando origine all’inseguimento ad alta velocità durante il quale l’agente della Polizia locale ha perso la vita. Secondo quanto riporta Il Giorno, per gli investigatori della Sisco di Brescia e dello Sco il ventiseienne albanese avrebbe ricoperto il ruolo di collettore del denaro di un’organizzazione dedita al narcotraffico internazionale.
Il ruolo di Berisha nell’inchiesta “Icaro”
Nell’ordinanza che poco più di un anno fa ne aveva disposto la custodia cautelare in carcere, Berisha viene indicato come «il soggetto che si occupava di raccogliere il denaro provento dell’attività di spaccio». L’indagine “Icaro”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Brescia, riguarda un presunto gruppo capace di importare dalla Bolivia e dalla Colombia ingenti quantitativi di cocaina, destinati sia al Nord Europa, in particolare Belgio e Olanda, sia al mercato dell’area del lago di Garda. In uno degli episodi ricostruiti dagli investigatori, a un corriere sarebbero stati sequestrati 350 chili di cocaina. Berisha, stando agli atti, avrebbe avuto il compito di ricevere e trasferire gli incassi prodotti dalla vendita della droga, raccogliendo il denaro proveniente da grossisti e spacciatori.
Le somme movimentate sarebbero state particolarmente elevate. Nel provvedimento di 182 pagine firmato dal gip Andrea Guerrerio si sottolinea che lo stesso Berisha avrebbe fatto riferimento alla difficoltà di trasportare il denaro con una normale automobile, anche utilizzando un doppiofondo, perché composto da banconote di piccolo taglio e quindi particolarmente voluminoso.
A sostegno dell’ipotesi investigativa viene citato anche un controllo della Polizia stradale risalente al 3 febbraio 2021. Quel giorno Berisha sarebbe stato trovato in possesso di una busta rossa contenente 47.990 euro e 4.275 sterline britanniche. Le chat acquisite dagli inquirenti attraverso l’analisi della piattaforma criptata Sky Ecc, violata nel 2021, descriverebbero inoltre un coinvolgimento che non si limitava alla raccolta dei contanti. Il ventiseienne avrebbe partecipato alle discussioni sul prezzo della cocaina e allo spostamento della sostanza, arrivando a riferire di modifiche effettuate ai doppi fondi delle vetture e offrendosi, secondo gli atti, di occuparsi personalmente della distribuzione della droga.
Per lui la Procura ha chiesto una condanna a dieci anni di reclusione nel processo con rito abbreviato. Dopo l’estradizione in Italia, nel luglio 2025 era passato dal carcere ai domiciliari in un appartamento di Monza, ottenendo successivamente il permesso di uscire durante il giorno per lavorare in un autolavaggio. Dal 27 marzo era sottoposto al solo obbligo di presentazione bisettimanale alla polizia giudiziaria.
La fuga e la spiegazione dei “pochi grammi di hashish”
È alla luce di questo profilo che assume un peso diverso la spiegazione fornita da Berisha dopo l’arresto per la fuga della sera del 22 giugno. Davanti alla pm Francesca Crupi, il giovane aveva dichiarato: «Mi ha intimato l’alt, ma io avevo pochi grammi di hashish. Non volevo guai e sono scappato». Berisha aveva anche sostenuto di non essersi accorto della caduta dell’agente e di avere pensato di costituirsi dopo essersi confrontato con il proprio legale. «Mi scuso con lo Stato italiano e con la sua famiglia. Se posso fare qualcosa per la sua famiglia», aveva aggiunto durante l’interrogatorio.
Il ventiseienne era stato rintracciato il giorno successivo a Monza e arrestato per fuga pericolosa. Il gip Giulia Masci ha poi disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Berisha è indagato anche per morte in conseguenza di altro reato, mentre proseguono gli accertamenti tecnici per ricostruire con precisione la dinamica dell’inseguimento, durante il quale sarebbero state raggiunte velocità comprese tra i 180 e i 200 chilometri orari.
Il lutto cittadino e i funerali di Francesco Imprezzabile (non in Duomo)
Milano si prepara intanto a salutare Francesco Imprezzabile. Il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino per giovedì 2 luglio, giorno delle esequie. La cerimonia funebre sarà celebrata alle 11 nella chiesa della Madonna della Medaglia Miracolosa, in via Fratelli Rosselli 6, nella zona del Corvetto. Per l’intera giornata la bandiera civica sarà esposta a mezz’asta in tutte le sedi comunali, come segno di cordoglio e di partecipazione della città. La camera ardente è stata allestita alla Domus Funeraria San Donato, in via Nilde Iotti 1 a San Donato Milanese, e resterà aperta anche nella mattinata del 2 luglio, dalle 8 alle 10. Sala ha spiegato che il Comune aveva chiesto alla Curia la disponibilità del Duomo per i funerali: «Se il Duomo non è disponibile, non posso sindacare il perché e il per come. Lo chiedo e poi accetto quello che mi dicono». Il sindaco ha confermato che sarà presente alle esequie dell’agente.

