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Al Beccaria “psicofarmaci come caramelle”. In aumento i disturbi mentali tra i giovani detenuti

Nel carcere minorile di Milano 56 ragazzi su 57 posti disponibili. La comandante Tortù: “Arrivano abituati a mischiare farmaci e hashish, poi chiedono di essere curati”. La direttrice Cinque: “Hanno bisogno di adulti che non scappino davanti alle provocazioni”

Al Beccaria “psicofarmaci come caramelle”. In aumento i disturbi mentali tra i giovani detenuti
Carcere minorile Beccaria di Milano

Psicofarmaci assunti come fossero “caramelle”, spesso mescolati all’hashish e senza alcun controllo. È una delle realtà con cui deve confrontarsi il carcere minorile Cesare Beccaria di Milano, dove negli ultimi tempi è cresciuto il numero di ragazzi che arrivano con disturbi mentali e del comportamento, anche gravi. A descrivere la situazione, riferisce Ansa, è Jolanda Tortù, comandante dell’Istituto penale minorile, durante la visita organizzata dalla Camera Penale di Milano nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto”. “Per le prime settimane è difficilissimo”, ha spiegato Tortù. Molti ragazzi entrano in carcere con un rapporto già consolidato e disordinato con gli psicofarmaci. Poi, con il passare del tempo, “sono loro che chiedono di sostituire l’illegalità con la legalità. Chiedono di essere curati, chiedono le terapie”.

Un fenomeno che si accompagna a un cambiamento nel profilo dei giovani detenuti. Mentre la percentuale di ragazzi con dipendenze da droga o alcol resta sostanzialmente stabile, aumentano gli ingressi di adolescenti e giovani adulti con problemi psichici e comportamentali. Solo un terzo arriva con una terapia già impostata e molti risultano fino a quel momento sconosciuti ai servizi sociali, spesso dopo percorsi familiari segnati da forte disagio.

Cinque: “Il carcere a volte è il muro di cui hanno bisogno”

“I ragazzi hanno sempre bisogno di essere visti”, ha sottolineato la direttrice reggente del Beccaria, Eleonora Cinque. Servono, ha aggiunto, “adulti che non scappano di fronte alle loro provocazioni” e che siano capaci di insegnare limiti, rispetto e responsabilità. Per Cinque anche il percorso penale può avere una funzione nel processo di presa di coscienza: “Il carcere è un muro e a volte di un muro hanno bisogno”. Accanto al contenimento, però, resta centrale il lavoro educativo: “Noi insegniamo loro la forza della parola, le conseguenze delle loro azioni, il rispetto della libertà e dell’altro”. L’obiettivo, ha rimarcato la direttrice, è evitare che i detenuti diventino semplicemente numeri: “A ognuno cerchiamo di dare soluzioni individuali di fronte a precise fragilità”.

Beccaria quasi al limite: 56 detenuti su 57 posti

Attualmente il Beccaria non è formalmente sovraffollato, ma è vicino alla capienza massima. I presenti sono 56 a fronte di 57 posti disponibili, considerando anche alcune aree ancora inutilizzabili per i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dopo i disordini degli anni scorsi. Uno dei ragazzi risulta ricoverato in ospedale. I detenuti sono tutti maschi: 27 italiani e 29 stranieri, in particolare tunisini, ma anche egiziani e marocchini. I minorenni sono 35 e soltanto otto dei 56 presenti stanno scontando una condanna definitiva. Negli ultimi giorni si sono registrati sei-sette nuovi ingressi. Il Beccaria sta cercando intanto di voltare pagina dopo l’inchiesta sulle presunte violenze, umiliazioni e torture ai danni di giovani detenuti che avrebbe riguardato il periodo tra il 2021 e il 2024. Tortù, tornata nell’istituto lo scorso anno, ha spiegato che l’obiettivo è “ridare dignità a questo luogo” e migliorare progressivamente le condizioni interne.

Dal teatro alla falegnameria: le attività per il reinserimento

La struttura dispone di diversi spazi destinati alla formazione e al reinserimento. Ci sono palestre, campi sportivi, una pasticceria, una bicicletteria, un’officina da gommista, un laboratorio di pittura e una grande falegnameria. Il campo da calcio all’aperto dovrebbe essere ripristinato grazie alla Fondazione Milan, mentre dalla fine di agosto è prevista l’apertura della piscina. Tra i progetti più consolidati c’è poi il teatro gestito dalla compagnia Puntozero, che propone corsi professionali per attori e tecnici del suono e delle luci, mettendo i ragazzi a contatto con attrezzature professionali e produzioni che vengono portate anche fuori dall’istituto. A mancare, paradossalmente, sono spesso oggetti molto più semplici: palloni, calciobalilla, materiale sportivo, televisori, frigoriferi e ventilatori, soggetti a una forte usura o danneggiati durante i momenti di rabbia. In piena estate soprattutto i ventilatori diventano essenziali, con il caldo che rende ancora più difficile la vita quotidiana nelle sezioni.

La Camera Penale: “Preoccupati dalla svolta punitiva”

La visita è stata promossa dalla Camera Penale milanese presieduta da Federico Papa. “Quest’anno abbiamo scelto il Beccaria perché siamo preoccupati dell’atteggiamento che sta assumendo la politica verso la giustizia minorile”, ha spiegato Papa. Secondo l’avvocato si rischia di spostare il baricentro “dall’attenzione al reinserimento e al disagio giovanile alla semplice punizione”, un approccio che, a suo giudizio, “non risolve nessun problema”.