Far incontrare la ricerca di personale qualificato delle imprese del territorio con il desiderio di costruirsi un futuro attraverso il lavoro. È questala sfida del progetto BRIDGE di ASLAM, dedicato alla formazione professionale dei migranti dai 18 ai 35 anni, che martedì 14 e mercoledì 15 luglio ha riunito cento tra ragazzi e ragazze agli Orientation Day ospitati dal POLIMI Graduate School of Management a Milano.
ASLAM, ente di formazione professionale accreditato da Regione Lombardia, ha sviluppato il progetto BRIDGE per rispondere alla crescente richiesta espressa dalle imprese del territorio, che oggi registrano una carenza stimata in decine di migliaia di addetti. L’iniziativa “pilota”, avviata nel 2025 e finanziata da Fondazione Villum, nasce dalla volontà di trasformare questo fabbisogno occupazionale in un’opportunità di inclusione, offrendo agli studenti percorsi formativi gratuiti costruiti insieme alle aziende e finalizzati all’acquisizione di competenze immediatamente spendibili nel mercato del lavoro. Attraverso una rete che coinvolge i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), cooperative sociali, centri di prima accoglienza e partner istituzionali, BRIDGE punta a formare 300 lavoratori nell’arco di quattro anni.
Durante gli Orientation Day sono stati presentati i corsi 2026-2027 e i candidati hanno potuto approfondire l’offerta formativa di ASLAM, confrontarsi con tutor e orientatori, sostenere test di selezione e colloqui individuali finalizzati a individuare il percorso professionale più adatto.
Le due giornate al Polimi seguono agli esami svolti nei giorni scorsi dagli studenti del primo anno del progetto, provenienti principalmente da America Latina, Asia e Africa. Su 101 iscritti, 76 sono stati ammessi agli esami finali e 72 sono stati promossi, conseguendo la qualifica professionale regionale EQF di livello 3. Un titolo, questo, che grazie a BRIDGE può essere ottenuto in un solo anno scolastico rispetto a quanto accade durante il percorso canonico di formazione professionale della durata di tre anni che si può intraprendere dopo le scuole medie.
Il programma delle due giornate ha riservato anche uno spazio ad alcuni degli studenti che hanno conseguito il diploma nei giorni scorsi. Delia, originaria del Perù, Naomi, proveniente dalla Nigeria, e Hala, arrivata dall’Egitto, hanno raccontato la loro esperienza nell’ambito del corso per operatore di pelletteria, mentre Atikun, proveniente dal Bangladesh, ha condiviso il percorso svolto per qualificarsi operatore elettrico.
Carabelli (ASLAM): “Un progetto pilota tra integrazione sociale, crescita delle persone e sviluppo del sistema produttivo”
“Il progetto BRIDGE – ha spiegato Carlo Carabelli, direttore generale di ASLAM – nasce per costruire un ponte concreto tra il bisogno di competenze espresso dalle imprese del territorio e il desiderio di futuro dei giovani migranti. Non è solo un percorso di formazione, ma un progetto pilota che mette in connessione integrazione sociale, crescita delle persone e sviluppo del sistema produttivo, creando opportunità reali di inserimento lavorativo. In questo primo anno di sperimentazione abbiamo verificato che partire dai fabbisogni delle aziende del settore industriale e manifatturiero è la chiave per progettare percorsi formativi efficaci. Il bisogno di personale qualificato diventa così lo spunto per costruire, insieme alle imprese, programmi che prevedono teoria e pratica nei laboratori e portano al conseguimento di un titolo di studio e di competenze immediatamente spendibili”.
L’integrazione, infatti, passa anche dalla formazione. “Offrire ai giovani migranti una qualifica professionale significa dare loro gli strumenti per costruire un’autonomia personale e, al tempo stesso, contribuire a rispondere alle esigenze del nostro tessuto produttivo. I risultati di questo primo anno, così come la partecipazione agli Orientation Day, ci confermano che questa è la strada giusta da percorrere per costruire un modello efficace da presentare in primo luogo a Regione Lombardia e successivamente al Ministero dell’Istruzione e al Ministero del Lavoro. Il nostro obiettivo è consolidare un percorso formativo progettato insieme alle imprese, capace di rispondere ai reali fabbisogni occupazionali e di diventare uno strumento stabile di integrazione e sviluppo. Se sapremo trasformare questa sperimentazione in un modello replicabile, anche in altre regioni, potremo offrire una risposta concreta sia alla crescente richiesta di personale qualificato delle aziende sia alla necessità di garantire ai giovani migranti un’opportunità di formazione, di qualificazione professionale e di piena partecipazione alla vita economica e sociale del Paese”, ha concluso Carabelli, direttore generale di ASLAM.
Candiani (ASLAM): “Così forniamo ai giovani migranti competenze tecniche e quel ‘saper fare’ che le aziende ricercano con urgenza”
Con il progetto BRIDGE i ragazzi e le ragazze possono avere opportunità concrete di trovare un posto di lavoro, ottenere l’indipendenza economica e inserirsi nel tessuto sociale e produttivo. “Il progetto BRIDGE nasce dall’osservazione del fenomeno della migrazione e dal desiderio delle persone migranti, che spesso rischiano la loro vita per arrivare nel nostro Paese, di costruirsi un futuro migliore, di trovare un lavoro, di crescere e realizzarsi. Attraverso BRIDGE vogliamo fornire ai giovani migranti le competenze tecniche necessarie e, parallelamente, il ‘saper fare’ che le aziende ricercano con urgenza. La formazione professionale è finalizzata al conseguimento di un titolo di studio e orientata all’ingresso nel mondo del lavoro in ambiti ad alta domanda di personale, come meccanica, legno, saldatura, impiantistica e pelletteria. BRIDGE, dunque, non è una semplice proposta formativa, ma una risposta strutturata per connettere due mondi spesso distanti: la didattica d’aula e la realtà operativa delle imprese manifatturiere, che costituiscono la gran parte del tessuto economico italiano. Le aziende, grazie all’attività formativa e sul campo, possono così contare su manodopera qualificata. Ringrazio le cooperative e il Politecnico di Milano per il supporto e l’ospitalità: lavorare in rete è l’unico modo per rispondere efficacemente alle sfide di un mercato del lavoro in continua evoluzione e per favorire l’inclusione sociale ed economica dei giovani migranti”, sottolinea Angelo Candiani, presidente di ASLAM.
Per l’anno formativo 2026-2027 ASLAM propone sette percorsi gratuiti nei settori della termoidraulica, meccanica, saldatura, impiantistica elettrica, pelletteria, riparazione di veicoli a motore e lavorazione del legno. Ogni corso prevede 750 ore di formazione, di cui 500 in aula e 250 di stage in azienda, con particolare attenzione allo sviluppo delle competenze tecniche, delle soft skills, dell’educazione civica e della sicurezza sul lavoro. BRIDGE è un progetto che si basa su una rete solida di contatti e sinergie, come quella con il Polimi.
Calò (ASLAM): “Contenuti formativi costruiti assieme alle aziende”
“Le giornate di orientamento aprono prospettive molto interessanti, perché permettono ai ragazzi di acquisire competenze concretamente spendibili nel mondo del lavoro. Per le imprese rappresentano invece l’opportunità di partecipare direttamente al percorso formativo, senza limitarsi a essere l’ultimo anello della crescita professionale, ma contribuendo insieme ai giovani alla costruzione del loro futuro – ha spiegato ad Affaritaliani.it Milano Simone Calò, direttore di filiera di Aslam -. Abbiamo inoltre partecipato a un bando del Comune di Milano, grazie al quale è stato realizzato un laboratorio dedicato all’impiantistica e allo smart building. Dall’analisi dei dati è emerso che la città di Milano ha un bisogno molto elevato di figure professionali specializzate nell’impiantistica civile e industriale. Questo progetto ci ha consentito di riunire attorno allo stesso tavolo diversi operatori del settore, con l’obiettivo di creare un laboratorio realmente allineato alle tecnologie e alle competenze che i ragazzi incontreranno una volta entrati nel mondo del lavoro. I contenuti formativi, dunque, vengono costruiti insieme alle aziende”.

Calò porta un caso emblematico: “Un esempio significativo è quello di un giovane inserito in un’impresa che si occupa di servizi di manutenzione, situata molto lontano dalla sua attuale residenza. Durante il colloquio ha manifestato la disponibilità a trasferirsi vicino alla sede dell’azienda, pur di poter crescere professionalmente e integrarsi pienamente in Italia. Il nostro metodo consiste nel costruire percorsi di filiera che offrano possibilità di specializzazione sempre più verticali, anche in ambiti molto specifici come quello degli ascensori o della refrigerazione industriale. Un ragazzo che consegue il titolo di operatore elettrico può successivamente frequentare corsi altamente specialistici, pensati per rispondere alle esigenze del mercato. Può diventare, per esempio, manutentore di impianti di refrigerazione oppure ascensorista. Durante il percorso si aprono scenari professionali molto interessanti, spesso in settori nei quali i ragazzi non avrebbero mai immaginato di poter lavorare. Lo stesso vale per la domotica e, più in generale, per tutto il mondo dello smart building”.
Gatti (ASLAM/BRIDGE): “L’importanza delle soft skills, sempre più richieste dalle aziende”
“Il progetto Bridge si inserisce nel contesto della formazione professionale, trasferendo in un percorso molto particolare il metodo che da sempre caratterizza ASLAM. Uno dei nostri punti di forza è il lavoro sulle competenze professionali, ma un ruolo altrettanto importante è svolto dalle soft skills, che rappresentano una richiesta sempre più forte da parte delle aziende”, commenta con Affaritaliani.it Milano Chiara Gatti, orientatore e docente di soft skills e lingua italiana per Aslam e Progetto Bridge. “Le imprese cercano ragazzi preparati, ma anche disponibili, flessibili e capaci di relazionarsi con empatia sia con i clienti sia con i colleghi. La vera sfida, quindi, è formare prima di tutto cittadini consapevoli e persone complete, utilizzando tutti gli strumenti che possono contribuire a una crescita a 360 gradi”. La docente racconta in particolare un episodio rappresentativo: “Questa mattina ho incontrato nuovamente un ragazzo con cui avevo sostenuto un colloquio circa un anno fa. Mi ha colpita e commossa non soltanto per i grandi progressi compiuti nella conoscenza della lingua italiana, ma anche per la sua capacità di riflettere su se stesso, sul percorso affrontato durante l’anno e su ciò che ha imparato osservando gli altri. È un risultato che mostra quanto il lavoro sulle soft skills possa incidere profondamente sulla crescita personale dei ragazzi, aiutandoli a sviluppare consapevolezza, capacità di giudizio e maggiore fiducia nelle proprie possibilità”.
Bellazzecca (POLIMI Graduate School of Management): “Un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni formative e territorio”
“Siamo lieti di aver ospitato per il secondo anno consecutivo gli Orientation Day del progetto BRIDGE presso il nostro Campus. Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni formative e territorio, pienamente coerente con il Purpose della nostra Scuola e con le direttrici del nostro piano strategico, che pongono al centro l’impatto sociale, l’inclusione e lo sviluppo del capitale umano. Favorire percorsi di orientamento e formazione per giovani migranti significa contribuire attivamente alla costruzione di un sistema più equo, capace di valorizzare i talenti e rispondere alle esigenze del tessuto produttivo“, ha concluso Enrico Bellazzecca, Associate Dean for Sustainability & Impact di POLIMI Graduate School of Management.

