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Milano
Aler, l'obiettivo è vendere 10mila alloggi in un triennio

La vendita, nell'arco di un triennio, di 9.850 unita' immobiliari nel milanese. Questo, in sintesi, quanto prevede il piano vendita straordinario recentemente avviato dall'Aler Milano, presentato dal sottosegretario di Regione Lombardia con delega ai Rapporti con la Citta' Metropolitana, Giulio Gallera, e dal presidente dell'azienda di edilizia residenziale pubblica Gian Valerio Lombardi. Si parte dai quartieri Sant'Ambrogio (700 alloggi), Aldini (400), Olmi (300), Fulvio Testi (230), Palmanova (160), Gallaratese (150) e Argonne (120). Tutti gli alloggi sono collocati in amministrazioni condominiali "miste", dove cioe' gli alloggi sono di proprieta' sia dell'Aler che di privati. "Il piano rappresenta per gli inquilini anzitutto un'importante opportunita' per acquistare il proprio alloggio a prezzi davvero vantaggiosi e con sconti che arrivano al 44%", ha sottolineato Gallera. Da parte sua, Lombardia ha spiegato che nei condomini 'misti' "i costi per i servizi e le stesse modalita' non possono essere programmate dall'Azienda, ma fissate, con continue lievitazioni, dalle assemblee condominiali e attuate da amministratori privati". E "purtroppo questo modello genera una insostenibilita' non solo per Aler, ma anche per quelle famiglie che vivono in una situazione di disagio sociale, che si trovano a sostenere questo tipo di spese".

Critico il Pd, per bocca del consigliere regionale Onorio Rosati: “Siamo molto preoccupati per il piano di svendita del patrimonio Aler per due ragioni ben precise: innanzitutto non è chiaro in che modo verranno riutilizzati i ricavi né tanto meno come verrà gestita l’operazione nel caso in cui gli inquilini non siano disponibili all’acquisto. Per noi due cose devono essere chiare: tutte le risorse provenienti dalla dismissione dovranno essere utilizzate per ristrutturare e riadattare gli alloggi disponibili per nuovi assegnazioni. Ma soprattutto che gli inquilini siano messi nella condizione di poter scegliere: gli acquisti dovranno essere volontari, e non obbligatori, e nel caso di impossibilità nessuno dovrà essere trasferito. Non si facciano ricadere le colpe della mala gestione degli ultimi anni sui cittadini”.

Duro anche il comunicato di Camera del lavoro, Sunia e Funzione pubblica Cgil Milano: "In questi giorni Aler ha inviato una lettera agli inquilini che abitano nei quartieri cosiddetti “condomini misti”, ossia che prevedono già la presenza di proprietari e di amministratori condominiali. Non condividiamo la svendita del patrimonio pubblico perché,come in questo caso, il ricavato verrà utilizzato per far cassa e risanare il bilancio Aler; a Milano, al contrario, bisogna aumentare gli alloggi pubblici in affitto e non ridurre questo patrimonio, per dare risposte concrete all’attuale emergenza abitativa nelle nostra città. Camera del lavoro, Sunia e Funzione pubblica Cgil Milano ritengono invece necessario un intervento della regione Lombardia che deve destinare almeno l’1% del suo bilancio a favore dell’Edilizia Pubblica e per sostenere la funzione sociale di Aler. Ci batteranno anche questa volta contro qualsiasi ipotesi di mobilità forzosa, affinché gli inquilini che non possono e non vogliono acquistare non vengano spostati dal proprio alloggio, così come previsto dalla legge regionale. Aler Milano ha avviato il piano di risanamento licenziando il personale e senza alcun confronto con le Organizzazioni sindacali. Esprimiamo la nostra contrarietà, chiediamo l’immediata sospensione di ogni procedura e l’avvio di un immediato confronto".

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