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Milano
Brumotti aggredito, Allevi: "Colpa dell'immigrazione incontrollata"
Dario Allevi

Brumotti, il sindaco di Monza ad Affari: “Colpa dell’immigrazione incontrollata”. Su Sala: "C'è dialogo"

Il mandato di Dario Allevi da sindaco di Monza ha compiuto il primo giro di boa. Dopo due anni e mezzo da primo cittadino, l’ex presidente della Provincia di Monza e Brianza tira le somme di questo periodo di amministrazione comunale del centrodestra: “E’ stata un’ottima esperienza di centrodestra unito, coeso e compatto dove si lavora di squadra. Il modello Monza, che poi è il modello di Regione Lombardia, è un modello di territorio governato dal centrodestra che ha dimostrato negli anni di funzionare”, racconta Dario Allevi ad Affaritaliani.it Milano.

Ma l’occhio è sempre rivolto al futuro e alla possibilità di riavere un’amministrazione comunale di centrodestra anche a Milano, dove il centrosinistra è padrone da ormai due mandati. “A Monza abbiamo avuto la capacità di fare squadra, avevamo preso carta e penna e steso il programma insieme agli amici della Lega e di Fratelli d’Italia. Un programma scritto a più mani perché io dico sempre che la differenza tra questi sistemi che funzionano e coalizioni più litigiose la fanno sostanzialmente due cose: le persone, perché quando si candidano le persone giuste che hanno la voglia e le capacità per fare questo gioco di squadra poi i risultati si vedono, e gli impegni che si prendono con i cittadini, perché si deve partire dal presupposto che i cittadini non vanno mai presi in giro”.

L’esperienza di collaborazione con l’amministrazione Sala a Milano, però, è stata tutt’altro che negativa. “Monza dialoga con Milano in continuazione e quindi l'esperienza di questi due anni e mezzo è stata molto positiva. È un territorio il nostro che, al di là delle schermaglie politiche deve pensare ai fatti – spiega Allevi ad Affaritaliani.it -. La Lombardia, da questo punto di vista, è un territorio virtuoso e quindi i suoi comuni hanno sempre dimostrato di dialogare prima di tutto per il bene di questa straordinaria area che è la regione Lombardia, uno stato più che una regione. Con il Comune di Milano, oggi è in mano a un'altra parte politica, non posso che dire di aver portato a casa dei risultati straordinari in questi anni, primo su tutti quello che ci ha permesso dopo 45 anni di trovare le risorse per prolungare la metropolitana da Milano a Monza. Al sindaco Sala, insieme a Regione Lombardia, va dato atto di aver spinto, anche insieme a me, per convincere poi il Governo a fare la parte del leone come finanziatore mettendo 900 milioni di euro. Siamo stati capaci di sbloccare una vicenda della quale in città si parlava da oltre quattro decenni. In questo territorio vige l'alleanza delle istituzioni – continua il sindaco di Monza -, solo questa alleanza può portare risultati che una regione come quella lombarda, sempre pronta ad accettare le sfide di un mondo globale e concorrenziale, può vincere. Ci vuole alleanza tra le istituzioni al di là delle casacche politiche”.

Un approccio positivo che, secondo Allevi, è stato accolto anche dai cittadini: “Siamo partiti con la voglia di fare qualcosa di diverso per la città e di dare questa sensazione anche ai cittadini, una sensazione che gli stessi cittadini mi rimarcano e mi sottolineano ancora adesso nonostante siano passati quasi tre anni dalla vittoria elettorale. Quando i cittadini hanno questa visione positiva sull'amministrazione della cosa pubblica, io dico che è l'antidoto migliore per cercare di sconfiggere l’antipolitica”.

Il primo cittadino di Monza, però, non si sbottona su quello che potrebbe essere il nome giusto per le prossime elezioni comunali milanesi, ma suggerisce che alla guida della coalizione di centrodestra ci sia un uomo forte, possibilmente al di sopra delle bandiere di partito: “Ammesso e non concesso che io abbia in testa il nome giusto per il centrodestra alle prossima elezioni comunali a Milano, è talmente prematuro che partirebbe papa e uscirebbe cardinale. Poi alla fine non spetta a me fare dei nomi, ci sono i coordinatori – continua Allevi -  che lavoreranno cercando di individuare il miglior candidato possibile. Oggi più che mai avere il giusto candidato è un valore aggiunto indispensabile. Le persone, proprio perché disaffezionate, puntano più sulla persona che sul voto ideologico, infatti vediamo sempre di più che a livello amministrativo gli elettori sono fluidi e si spostano dal centrodestra al centrosinistra e viceversa; il voto è molto liquido a livello amministrativo, più che a livello nazionale, proprio perché sono le individualità a fare la differenza. Parte tutto dalla scelta del candidato sindaco, poi da lì si costruisce una squadra di persone che abbia voglia di ridare quel significato nobile alla politica che è di servizio alla proprio comunità”. 

Un servizio alla comunità richiesto a gran voce dopo l’aggressione da parte di due spacciatori ai danni dell’inviato di Striscia la Notizia, Vittorio Brumotti, e del suo cameraman. “Dopo Le immagini che abbiamo visto in televisione dell'amico Vittorio Brumotti, ho ricevuto tramite social lo sdegno di alcuni cittadini, ma non è il sindaco il responsabile dell'ordine pubblico e della sicurezza di un territorio” – sostiene Allevi che rimanda le colpe di questa grave situazione alle politiche sull’immigrazione degli ultimi anni. “Noi sulla sicurezza stiamo facendo l'impossibile. Oggi le città italiane stanno pagando un prezzo salatissimo, di 15 anni nei quali abbiamo fatto entrare di tutto nel nostro paese. Oggi tutte le città italiane, da Aosta a Trapani, stanno sperimentando gravi problemi perché per troppi anni il nostro paese è stato visto come il paese dove si poteva entrare e fare quello che si voleva, perché le regole erano poche e mal rispettate. Noi, come città stiamo facendo il possibile tramite la nostra polizia locale, dando mandato al comandante di adoperarsi con tutti gli agenti a sua disposizione che sono anche pochi rispetto al fabbisogno territoriale. Ma quel conto che arriva da politiche sbagliate del passato non è facile da cancellare in poco tempo. Ci vuole rigore e certezza delle pene – ammonisce il sindaco di Monza -, ci vogliono espulsioni certe perché spesso, anche quando si riesce ad arrestare in flagranza di reato uno spacciatore, questo viene rilasciato e torna a delinquere dove poco tempo prima era stato arrestato. Tutte queste cose non aiutano né il sindaco né il cittadino che vede in tv l'aggressione a Brumotti e indignandosi spera che i problemi si risolvano da un giorno con l'altro”.

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