AmCham Italy rilancia la candidatura di Milano come sede di un nuovo pilastro delle Nazioni Unite dedicato alla governance dell’Intelligenza Artificiale. L’idea, spiega l’American Chamber of Commerce in Italy, non è quella di creare una nuova agenzia o un ulteriore livello di regolamentazione, ma una struttura leggera di coordinamento capace di mettere in relazione governi, imprese, comunità scientifica e società civile.
La proposta torna al centro del dibattito mentre sul futuro dell’AI continuano a confrontarsi posizioni molto diverse. Da una parte Dario Amodei, cofondatore e ceo di Anthropic, ha rilanciato la necessità di un coordinamento globale sulla sicurezza dei modelli più avanzati; dall’altra il presidente statunitense Donald Trump ha ribadito la centralità della leadership americana sull’intelligenza artificiale e la competizione con la Cina.
AmCham: “Serve il luogo multilaterale che oggi manca”
Secondo AmCham Italy, proprio la distanza tra queste posizioni rafforza la necessità di una sede permanente di confronto internazionale. “Non spetta ad AmCham Italy stabilire quale sia la risposta regolatoria giusta. Il nostro punto è un altro: proprio la distanza tra queste posizioni dimostra quanto sia urgente creare un luogo stabile in cui governi, imprese e comunità scientifica possano confrontarsi“, afferma Simone Crolla, Managing Director di American Chamber of Commerce in Italy. La candidatura di Milano, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe quindi colmare uno spazio oggi ancora scoperto: quello del coordinamento multilaterale e della dimensione etica e umanocentrica dell’AI.
“Una proposta coerente con i Carolina Principles del G20”
AmCham sottolinea inoltre come la proposta sia coerente con i “Carolina Principles for Emerging Technologies” adottati dai ministri dell’Innovazione del G20 a Chapel Hill il 2 settembre. Il quadro approvato dal G20 punta su un approccio settoriale, proporzionato e adattabile, evitando la nascita di nuove strutture regolatorie onnicomprensive. Ed è proprio in questo spazio, secondo AmCham, che potrebbe inserirsi il progetto milanese. “La proposta di Milano è, per costruzione, compliant con i Carolina Principles adottati dal G20: offre il piano di coordinamento multilaterale che il quadro G20 esplicitamente non copre“, sostiene Crolla. L’obiettivo, aggiunge, è evitare nuova burocrazia sovranazionale e costruire invece “la cornice istituzionale che permette a un’industria globale di operare con regole chiare, coordinamento tra Stati e presidio della dimensione dei diritti fondamentali“.
Nasce un Comitato Promotore per la candidatura di Milano
Attorno alla candidatura si sta intanto costituendo, su iniziativa di AmCham Italy, un Comitato Promotore civico e trasversale che dovrebbe riunire rappresentanti del mondo imprenditoriale, commerciale, accademico, scientifico, professionale e finanziario milanese e lombardo. AmCham è il primo firmatario del Manifesto pubblico che accompagna la proposta. Assolombarda, con il presidente Alvise Biffi, ha aderito come secondo firmatario, mentre Silvio Savarese, Executive Vice President e Chief Scientist di Salesforce AI Research e membro italiano dell’Independent International Scientific Panel on AI delle Nazioni Unite, ha aderito a titolo personale come terzo firmatario. Il messaggio dei promotori è che la candidatura non debba essere percepita come un’iniziativa di parte o riconducibile a un solo soggetto, ma come un dossier dell’intero sistema milanese e nazionale.
“Non abbiamo bisogno di aggiungere un altro appello ai molti che già esistono. Abbiamo bisogno del luogo in cui questi appelli, anche quando esprimono visioni differenti, possano diventare confronto, cooperazione e capacità di azione“, conclude Crolla. Da qui il rilancio della candidatura: fare di Milano una sede internazionale stabile per il confronto sulla governance dell’intelligenza artificiale, con il sostegno di una coalizione ampia del sistema produttivo, accademico e scientifico.


