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Milano

Sono 662 i licenziamenti in Lombardia nel settore metalmeccanico nel mese di gennaio, secondo i dati della Fiom Cgil Lombardia che spiega: "Le cifre si riferiscono alla grande e media impresa e fanno segnare una flessione rispetto al Gennaio 2013, quando a perdere il lavoro furono in 1000. In pratica ci sono stati 338 licenziamenti in meno". "Anche nel raffronto con lo stesso periodo del 2012 (115 licenziamenti) - spiega ancora il sindacato - si registra una diminuzione. Tuttavia, al di là di un fisiologico assestamento, conseguenziale alla riduzione della produzione industriale, si tratta ancora di un indice molto negativo, che fa capire come il ricorso alla procedura di licenziamento sia ancora una pratica diffusa tra le aziende. Analizzando nel dettaglio i dati e passando in rassegna i riscontri numerici provincia per provincia, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, si nota un aumento consistente degli esuberi nel bresciano (177), nel distretto di Milano (223) e nella zona di Lecco (36). Rispetto al 2013, subisce un contenimento l'emorragia esuberi a Bergamo (65 licenziamenti, contro 169) e a Varese (35 licenziamenti contro i 291 dell'anno scorso). Anche a Mantova e Monza (101 licenziati) c'ß stato un lieve ridimensionamento, mentre Lodi mantiene un leggero saldo positivo rispetto a 365 giorni prima. Valori sostanzialmente bassi per Cremona, Sondrio, Pavia e Como".

"Questo quadro estremamente preoccupante dimostra come non ci sia nessuna ripresa in atto e come sia necessario intervenire con politiche di discontinuità rispetto al passato, in considerazione del fatto che si rischiano di perdere pezzi di industria in alcuni territori già fortemente martoriati dalla crisi", sostiene il segretario generale della Fiom Cgil Lombardia Mirco Rota.

"Il nuovo anno parte ancora con centinaia di licenziamenti. Da parte nostra continuiamo a sollecitare l'applicazione della legge regionale a sostegno dei contratti di solidarietà. Per quanto riguarda i tavoli aperti di riorganizzazione aziendale, chiediamo alle aziende una presenza propositiva che acceleri modalità di investimento per rilanciare la capacità produttiva dei nostri comprensori e prenda in considerazione il contratto di solidarietà come misura alternativa ai licenziamenti", conclude il segretario dei metalmeccanici lombardi.

Tags:
licenziamenti







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