Anip Confindustria: “Il settore Servizi è un pilastro del Paese ma è a rischio sostenibilità” - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 16:50

Anip Confindustria: “Il settore Servizi è un pilastro del Paese ma è a rischio sostenibilità”

Il convegno “Il valore del lavoro invisibile”. Volpe: “Senza revisione obbligatoria dei prezzi si istituzionalizza il lavoro povero”. Marchesini: “Stop al massimo ribasso”

di Roberto Servio

Anip Confindustria: “Il settore Servizi è un pilastro del Paese ma è a rischio sostenibilità”

Si è tenuto oggi a Roma, presso Palazzo Wedekind, il convegno “Il valore del lavoro invisibile - Capitale umano e imprese per il benessere collettivo”, promosso da Anip-Confindustria. Al centro dell’iniziativa, il comparto dei servizi, considerato essenziale per il funzionamento quotidiano di ospedali, scuole, uffici pubblici e infrastrutture critiche.

“I servizi - ha esordito Angelo Volpe, presidente di Anip - sono ciò che permette a un Paese di funzionare ogni giorno. Permettono agli ospedali di curare, alle scuole di far crescere i nostri figli, alle stazioni ferroviarie di accogliere milioni di cittadini e turisti, agli uffici pubblici di operare tutti i giorni. Siamo eroi per un giorno durante le emergenze, come il Covid, per poi tornare invisibili. Eppure, parliamo di un settore che coinvolge più di 23.000 imprese e oltre un milione di lavoratori”.

Margini sotto il 5% e appalti fermi

Nonostante il comparto abbia trainato la crescita italiana con un +1,8%, a fronte di un PIL nazionale al +0,4%, le imprese denunciano una situazione economica sempre più difficile. In un settore labour intensive, dove il costo del lavoro pesa per l’80%, i margini di utile sono scesi sotto il 5%. A ciò si aggiungono rinnovi contrattuali necessari per garantire la dignità dei lavoratori, con aumenti previsti fino al 17% entro il 2028, a fronte però di canoni d’appalto fermi da anni.

“Ma oggi - continua Volpe - senza una revisione obbligatoria dei prezzi, l'unica leva per le aziende resta la riduzione delle ore lavorate, con un calo della qualità del servizio e un danno diretto ai cittadini. In questo modo il lavoro povero nei servizi non si combatte: si istituzionalizza. Per questo proponiamo revisione obbligatoria dei canoni, un ‘Codice degli Appalti dei Servizi’ e stop ai falsi miti sull'internalizzazione”.

Confindustria: “Superare la logica del massimo ribasso”

Sul tema è intervenuto anche Maurizio Marchesini, Vicepresidente Confindustria con delega al Lavoro e alle Relazioni Industriali. “Il lavoro nei servizi - ha dichiarato Marchesini - è una componente strutturale del nostro sistema economico e sociale e deve essere riconosciuto come tale anche nelle politiche pubbliche. Non può esserci qualità dei servizi senza qualità del lavoro: per questo è necessario superare definitivamente la logica del massimo ribasso negli appalti e rafforzare strumenti come la contrattazione collettiva, la revisione contrattuale e il pieno rispetto delle regole. Valorizzare il capitale umano, garantire tutele, investire in competenze, welfare e inclusione non è un costo, ma una scelta strategica per la coesione sociale e la competitività del Paese”.

Un settore chiave per l’economia

Il quadro che emerge dal convegno è quello di un comparto strategico ma fragile. Da un lato motore di crescita, dall’altro stretto tra aumento dei costi, contratti da rinnovare e appalti bloccati. La richiesta di Anip Confindustria è chiara: riconoscere il valore economico e sociale del settore servizi e intervenire sulle regole per garantirne la sostenibilità, evitando che il peso della tenuta del sistema ricada su lavoratori e qualità delle prestazioni offerte ai cittadini.
 
 








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