“Non ho niente da nascondere sugli incarichi all’architetto De Lucchi, ho parlato solo di quelli di Expo Spa, perché è questa la società che amministro. Per il resto Expo, d’accordo con tutti i soci, ha poi affidato a società pubbliche la responsabilità, con le relative risorse, di procedere su appalti e affidamenti per gestire alcuni lavoro e servizi e gli enti hanno agito in piena legittimità nell’interesse della manifestazione”. Così Giuseppe Sala sulle ultime ricostruzioni giornalistiche legate al compenso dell’archistar Michele De Lucchi, che come spiega il Corriere della Sera, nel 2012-2013 si era occupato per una parcella di “72.800 euro più Iva” di “una parte degli interni e qualche finitura esterna” della sua villa a Zoagli.
Sala aveva detto in conferenza stampa: “In Expo l’architetto Michele De Lucchi ha avuto un totale di 110mila euro per tre incarichi”, ad affidamento diretto nel 2012 e inizio 2013, consentiti a Expo perché ciascuno appena sotto la soglia dei 40mila che impone gare pubbliche. “Se De Lucchi ha ricevuto 110mila euro da Expo per il Padiglione Zero e 70mila da me per una casa dimostra che sono un bravissimo negoziatore quando si tratta di soldi pubblici, e non quando sono miei”, aveva aggiunto. Ma come spiega sempre il Corriere, dal computo mancherebbe mezzo milione di euro (più Iva e cassa pensionistica) che nel 2013 l’architetto De Lucchi ha contrattualmente ricevuto, in affidamento diretto senza gara da Fiera Milano per le sue progettazioni di allestimenti di Padiglione Zero e Expo Center. Le leggi sono state rispettate, spiega sempre il quotidiano di via Solferino, ma il compenso per De Lucchi è stato più alto di quanto detto finora.
“Di cosa stiamo parlando – si chiede ora il candidato alle primarie -? È evidente che qui non ci sono non dico illeciti ma neppure ombre, ma c’è invece un evidentissimo attacco politico concentrico, dove destra e giustizialismo si saldano senza tanti scrupoli. Attaccano perché hanno capito che la candidatura Sala è solida perché credibile. Ma va bene così: passino ai raggi X la mia vita adesso, così a tempo debito, se sarò davvero candidato sindaco, per i milanesi sarà già tutto chiaro.”
INDAGINE SU COSCHE ED EXPO – Nel frattempo arrivano novità anche da un’altra vicenda che non riguarda direttamente Sala ma che comunque riguarda Expo. Secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, alla Procura di Milano sarebbe in corso un’indagine sulle infiltrazioni mafiose nei lavori di Expo. Tutto nasce da una relazione del Comitato milanese Antimafia inviata alla Direzione distrettuale Antimafia, secondo la quale i cantieri dell’Esposizione erano “vulnerabili alle infiltrazioni criminali”. La segnalazione è partita dal Comitato presieduto da Nando Dalla Chiesa ed è arrivata sul tavolo di Ilda Boccassini. Non è chiaro se poi un’indagine sia effettivamente partita e a quale punto sia. E chissà se c’entra ancora la “sensibilità istituzionale” apprezzata da Renzi durante i mesi di Expo.
