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Atm, le sfide di Bianchi&Giana. C’è il via libera al contratto

Le sfide della nuova Atm

Si narra che l’unica battaglia attribuita a Sun Tzu, l’autore dell’Arte della Guerra, non riporti il suo nome tra i vari combattenti. Nella battaglia che l’Atm dovrà affrontare, da qui ai prossimi due anni, potrebbe succedere lo stesso: lo stratega non sarà lo stesso che la combatterà

di Fabio Massa



Si narra che l’unica battaglia attribuita a Sun Tzu, l’autore dell’Arte della Guerra, non riporti il suo nome tra i vari combattenti. Nella battaglia che l’Atm dovrà affrontare, da qui ai prossimi due anni, potrebbe succedere lo stesso: lo stratega non sarà lo stesso che la combatterà. Da quando infatti Bruno Rota, dopo lungo e programmato lavorio, ha intrapreso la via di Roma, da dove – secondo rumors – continua a osservare (e commentare) la situazione milanese, Atm ha perso qualche certezza. Come una automobile con il pieno fatto, che però non sa ancora quale autostrada prendere, raccontano dalle parti di Foro Bonaparte. Arrigo Giana, il nuovo direttore generale, forgiatosi con l’esperienza di Cotral, ma soprattutto nel lungo esilio impostogli da Rota ai suoi esordi, arriverà a maggio. Manca poco, ma fino ad oggi tutto il peso è stato sulle spalle del presidente Luca Bianchi, che a Repubblica ha rilasciato la prima (e per adesso unica) intervista nella quale mette in luce alcuni punti fermi. Difende Giana, ovviamente (anche se sarebbe bastato un comunicato congiunto Sala-Zingaretti per levare la marca “Moratti” al manager e dargli la patente giusta). Luca Bianchi allontana lo spettro di Ferrovie dello Stato. Parla con la politica e con i politici, di fatto, di una polemica tutta politica, come quella sollevata da Paolo Limonta, amico intimo di Rota e fautore di un durissimo attacco contro il nuovo dg Giana. Di fatto, le cose concrete sono altre. Per esempio le richieste sull’annullamento dei tagli delle corse periferiche. Annullamento da verificare, eppure già promesso. Così come in bilico si dice sia l’approvazione del prolungamento del contratto per altri due anni. E invece, secondo rumors, l’iter sarebbe già predisposto e bello che concluso. Tra domani e l’inizio di settimana prossima lo spettro della gara immediata si allontanerà. La domanda – a questo punto – è che cosa succederà con i sindacati e nei depositi. Queste sono le sfide dell’accoppiata Giana-Bianchi a bocce ferme. Sfide non di poco conto. Nei depositi il Movimento 5 Stelle ha largo seguito. Negli uffici, ha largo seguito. Di fatto c’è un transito di informazioni, spiegazioni, documenti, racconti, ininterrotto da mesi, verso il Movimento 5 Stelle. Nulla di male: si chiama trasparenza. Ma la trasparenza abbisogna di spiegazioni sempre molto chiare, altrimenti rischia di finire in fraintendimento. E il fraintendimento ha un effetto molto concreto: genera malcontento e quindi richieste di giorni di sciopero.



Questa è l’altra grande sfida della nuova Atm. Una sfida vecchia per una nuova governance: far lavorare nella tranquillità gli operatori. La storia di Milano insegna che chi ha preso a cornate i ferrotranvieri quasi sempre si è fatto male. Consigliamo a Luca Bianchi la visione di una simpatica puntata di TeleMike, successiva ai litigi furibondi di Pillitteri con alcuni sindacalisti. Il tono basso, e tanta voglia di fare la pace. Fare testa a testa, come è successo in Comune nei primi tempi di Sala, con i sindacati, è altamente sconsigliato. Anche per motivi puramente economici. Pare infatti, ma è una stima non scientifica, che ogni giorno di sciopero costi ad Atm la bellezza di un milione e mezzo di euro. Dieci giorni di sciopero, non consecutivi, vogliono dire 15 milioni di euro. Se pensiamo che grandi geli, negli scorsi cinque anni, tra l’assessore Maran e l’ex presidente Rota, sono scesi per cifre di 10 milioni o per manutenzioni alle scale mobili di importi simili, si capisce che basta un autunno caldo e tutte le programmazioni economiche saltano. E questo è un problema per entrambi, ma soprattutto per Giana e Bianchi. Perché prima la strategia e la lotta erano in Atm. Ora la strategia è in Comune. Vedremo se saranno disposti anche a lottare per difendere le scelte future, che qualche problema lo porranno, visto che la strada dell’in-house sanno tutti che può essere ridotta a sparo nel buio (o a boutade volta a tenere tranquilli i ferrotravieri).



@FabioAMassa

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