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Milano
Lombardia, sì al referendum consultivo per una maggiore autonomia

La commissione Affari istituzionali del Pirellone ha approvato la proposta di referendum consultivo per una maggiore autonomia della Lombardia. Dopo la mediazione avvenuta all'interno del gruppo di lavoro della commissione, nel testo finale non viene piu' prevista la richiesta esplicita dello Statuto speciale, per il quale sarebbe servita una modifica costituzionale. A favore del documento ha votato la maggioranza di centrodestra, contrari Pd e Patto civico, mentre il Movimento 5 Stelle si e' astenuto. Adesso il Consiglio regionale, il prossimo 17 febbraio, dovra' esprimersi sull'approvazione definitiva, per la quale serve una maggioranza di 2/3.

Positivi i commenti della maggioranza di centrodestra al Pirellone, dopo l'approvazione della proposta di referendum consultiva per una maggiore autonomia della Lombardia in commissione Affari istituzionali. Il capogruppo della Lega Nord, Massimiliano Romeo, ha sottolineato: "Siamo convinti che le speranze di autonomia dei lombardi siano necessariamente legate a questo referendum che rappresenta l'unica possibilita' di trattenere maggiori risorse sul nostro territorio; soltanto con la forza e la pressione del voto popolare lo Stato centrale non potra' piu' ignorare le richieste della Lombardia". Da parte sua, il capogruppo della Lista Maroni, Stefano Bruno Galli, ha spiegato che si andra' al "in aula al piu' presto per poi convocare le operazioni referendarie entro la fine di quest'anno". Secondo Galli "la 'specialita'' della nostra regione e' nella natura delle cose: nelle sue virtu' civiche, nella sua capacita' economica e produttiva, nei suoi 10 milioni di abitanti, nel suo Pil (che copre circa il 21% di quello nazionale) e nei 50mld del suo residuo fiscale". Positivo anche il commento di Riccardo De Corato (FdI): "Fratelli d'Italia e' sempre favorevole a sentire l'opinione dei cittadini, soprattutto quando si tratta di temi cosi' importanti come la richiesta di maggiori autonomie nelle competenze della Lombardia".

Critiche, invece, sono arrivate dal Pd. Secondo il segretario lombardo del partito, Alessandro Alfieri, e il consigliere regionale Fabio Pizzul, infatti, "il referendum, nella formulazione approvata oggi in commissione Affari istituzionali e' il segno tangibile della debolezza politica di Maroni". Infatti "il quesito ha cambiato totalmente la sua natura" e "non si parla piu' di Statuto speciale per la Lombardia" ma viene proposto "un regionalismo differenziato". Dunque, aggiungono Alfieri e Pizzul, "nulla di nuovo" ma "solo oneri per l'amministrazione regionale: ben 30 milioni di euro che Maroni vuole sprecare pur di salvare la faccia con il proprio elettorato". Il riferimento e' ai 30 milioni gia' messi a bilancio dalla Regione per lo svolgimento del referendum.

"Dopo il convegno omofobo, la legge anti-moschee e la caccia alle nutrie con la balestra, continua l'attività di propaganda di Regione Lombardia che, anziché occuparsi dei problemi reali e sempre più drammatici dei suoi cittadini, getta tanto fumo negli occhi dei lombardi" commenta Chiara Cremonesi, coordinatrice regionale di SEL "Oggi è il giorno della bufala sul referendum per l'autonomia approvato in commissione. Il segno di una crisi di una classe dirigente che, non riuscendo a governare (come nella vicenda della riforma sanitaria), la butta in caciara e chiede nuove norme".

Infine, il consigliere M5S Dario Violi ha ricordato che, questa mattina, e' stato anche approvato il progetto di legge per l'introduzione del voto elettronico in Lombardia che "consentira' lo svolgimento di consultazioni elettorali piu' rapide, economiche e sicure e questo e' fondamentale per chi  come noi  ha sempre sostenuto l'importanza di avvicinare la politica alla gente"

Tags:
lombardiaautonomia






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