Baby Gang torna con un nuovo singolo e riporta sui social proprio quelle immagini girate in Iraq che sono entrate anche nelle carte della sua vicenda giudiziaria. Il rapper ha pubblicato un’anticipazione di “Guerra 2“, brano disponibile da venerdì a mezzanotte, mostrando alcune sequenze del videoclip che accompagnerà l’uscita. Iì
Il tema è dichiarato fin dal titolo. Nel breve filmato scorrono immagini legate alla guerra e alla politica internazionale: Benito Mussolini viene rappresentato con le sembianze di un maiale durante il discorso con cui annunciò l’entrata dell’Italia nel secondo conflitto mondiale. Compaiono poi Donald Trump, Vladimir Putin, Ali Khamenei, Nicolás Maduro, Kim Jong-un e Volodymyr Zelensky. A chiudere la sequenza è lo stesso Baby Gang, nome d’arte di Zaccaria Mouhib, ripreso in Iraq con munizioni al collo e mentre si prepara a utilizzare un’arma da guerra.
Le riprese in Iraq al centro del caso giudiziario
Quelle scene non rappresentano soltanto il materiale scelto per promuovere il nuovo progetto musicale. Il viaggio in Iraq e l’utilizzo di armi da guerra sono stati presi in considerazione anche dal gip di Lecco, che ha respinto la richiesta della difesa di trasferire il trapper, attualmente detenuto, agli arresti domiciliari in una comunità.
Nelle motivazioni del provvedimento, il giudice ha collegato il viaggio alla presunta capacità del 25enne di muoversi all’interno di contesti criminali più ampi. Mouhib viene descritto come “inserito in una rete criminale più vasta e di livello internazionale, capace di farlo approdare in Iraq” per “sparare con bazooka e altre armi da guerra”. Per il gip, inoltre, il rapper avrebbe sviluppato “una pericolosità che connota la sua figura artistica e personale”, trasformando poi questi comportamenti in motivo di “vanto” sui social.
La versione della difesa: “Era lì per girare un videoclip”
Una lettura respinta dalla difesa, che contesta innanzitutto l’esistenza della presunta rete internazionale. Secondo il legale, infatti, negli atti “non viene individuato alcun componente della pretesa rete” che avrebbe permesso a Mouhib di arrivare a Baghdad nel 2025. La trasferta irachena avrebbe avuto, secondo l’avvocato, una finalità esclusivamente artistica. Baby Gang “si era recato in Iraq per realizzare un videoclip musicale, nell’ambito di quel percorso artistico che, in quella fase della sua vita, rappresentava per lui un interesse assorbente, sino ad assumere connotazioni quasi ossessive”. Anche la presenza delle armi e i contatti avuti sul posto avrebbero, nella ricostruzione difensiva, una spiegazione legata alla produzione del video. Sarebbe stata infatti la “stessa casa di produzione a prendere preventivamente gli accordi necessari affinché Mouhib fosse ospitato e assistito da appartenenti all’esercito locale durante la realizzazione delle riprese”.
Le immagini contestate diventano il teaser di “Guerra 2”
A distanza di tempo, le riprese realizzate in Iraq tornano al centro dell’attenzione, questa volta come parte della comunicazione scelta per il lancio di “Guerra 2”. Da un lato, per i giudici quelle immagini rappresentano uno degli elementi utilizzati per valutare la pericolosità del trapper; dall’altro, la difesa continua a ricondurle alla realizzazione di un progetto artistico. Ora Baby Gang le rilancia direttamente sui suoi profili social, trasformandole nell’anticipazione del nuovo singolo.
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