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Berlusconi, bye-bye Cesano Boscone: ultimo giorno di servizi sociali

L’ex premier ha concluso venerdì 6 marzo la sua esperienza di dieci mesi, terminando di scontare la pena dell’affidamento ai servizi sociali inflittagli nell’ambito del processo ‘Mediaset’: “L’incontro con la Sacra Famiglia, il tempo passato con i malati, con i volontari, con gli operatori sanitari e sociali è stata un’esperienza toccante e ha rappresentato una pausa di serenità”

“L’incontro con la Sacra Famiglia, il tempo passato con i malati, con i volontari, con gli operatori sanitari e sociali è stata un’esperienza toccante e ha rappresentato una pausa di serenità. Per questo intendo continuare questa esperienza e questo impegno. Credo che la politica, tutta la politica avrebbe molto da imparare dall`umanità e dalla dedizione che ho trovato tra coloro che volontariamente e generosamente si dedicano alla cura di chi soffre”: questa la nota cui Silvio Berlusconi ha affidato le proprie considerazioni al termine del suo servizio in affidamento ai servizi sociali presso la Sacra famiglia di Cesano Boscone.
L’ex premier ha concluso venerdì 6 marzo la sua esperienza di dieci mesi, terminando di scontare la pena dell’affidamento ai servizi sociali inflittagli nell’ambito del processo ‘Mediaset’ che la ha visto condannato a 4 anni, tre dei quali prescritti. E’ uscito dalla struttura senza rilasciare dichiarazioni ai numerosi giornalisti. Il direttore della Sacra famiglia Paolo Pigni ha parlato di un “bilancio assolutamente positivo” in riferimento all’attività di Berlusconi nella struttura.

“Vogliamo sottolineare – ha aggiunto Pigni – la massima serietà con cui la nostra struttura ha collaborato con le istituzioni mettendosi a disposizione dell’autorità giudiziaria per garantire che il servizio prestato dal dottor Silvio Berlusconi si svolgesse in modo corretto. A tal proposito, abbiamo espresso le nostre valutazioni nelle sedi opportune secondo quanto previsto dalla legge. Dal Tribunale ci era stato chiesto il massimo riserbo e noi lo abbiamo sempre rispettato. La Sacra Famiglia non è mai venuta meno a questo impegno e tutto quanto è avvenuto in questi dieci mesi è stato portato a conoscenza, secondo le varie modalità previste, degli uffici dell’amministrazione giudiziaria competenti e, in particolare, dell’Uepe di Milano, con il quale vi è stata ampia collaborazione”.

All’interno del nucleo Alzheimer della Rsa, che ospita 20 persone, Silvio Berlusconi ha svolto le attività che generalmente può fare un volontario e per le quali non è richiesta una specifica preparazione professionale. “La Fondazione Sacra Famiglia – ha concluso Pigni – ha affrontato una situazione complessa e delicata, che ha avuto rilevanza mediatica ben oltre i confini nazionali. Quando abbiamo accettato questa responsabilità ci siamo posti l’obiettivo, nel rispetto dei nostri 119 anni di storia e delle persone anziane e con disabilità di cui ci occupiamo, di non enfatizzare l’operazione e di rendere un servizio coerente con la nostra tradizione all’interessato, alla comunità e alle istituzioni. Oggi possiamo ritenere conclusa positivamente l’esperienza e per questo voglio ringraziare tutti i dipendenti della Sacra Famiglia, che con la loro professionalità hanno reso possibile tutto ciò”.