La geopolitica non è più soltanto uno scenario internazionale da osservare a distanza, ma un elemento che incide direttamente sui conti delle imprese e sulle prospettive di crescita. È il messaggio lanciato da Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, intervenendo a Milano alla nuova edizione di Futuro Direzione Nord. “La geopolitica è entrata direttamente nell’economia reale, ridimensionando le prospettive di crescita dell’economia globale”, ha spiegato Biffi. Un impatto che riguarda anche il cuore produttivo lombardo: “Il Pil del Quadrilatero di Assolombarda ora è atteso al +1%, contro il +1,6% previsto a gennaio”.
I rapporti economici con il Medio Oriente
Il presidente di Assolombarda ha sottolineato come le tensioni internazionali tocchino direttamente anche gli scambi commerciali delle aziende del territorio. “Nel 2025 l’interscambio tra le imprese del territorio di Assolombarda e i Paesi del Medio Oriente è arrivato a 5,3 miliardi di euro, pari al 2,6% del totale”, ha ricordato. Ma, secondo Biffi, il nodo principale non è soltanto il commercio diretto: “Il vero tema sono gli effetti indiretti”.
“La chiusura di Hormuz ha provocato uno shock energetico”
Nel suo intervento Biffi ha indicato nello Stretto di Hormuz uno dei principali punti critici della crisi internazionale. “Da lì passa circa un quinto del commercio globale di petrolio e gas”, ha spiegato. La chiusura dello stretto, secondo il presidente di Assolombarda, “ha generato un vero e proprio shock energetico con importanti ricadute sui prezzi di petrolio e gas”. I numeri, evidenziati durante il forum, raccontano una crescita pesante dei costi: “Il petrolio Brent è cresciuto del 48%, oggi sopra i 100 dollari al barile. Il gas europeo è salito del 39%, arrivando a circa 45 euro al MWh”.
Materie prime sempre più care
L’impatto non riguarda soltanto l’energia. Biffi ha elencato anche gli aumenti registrati da diverse materie prime strategiche per l’industria. “L’urea è salita del 53%, il metanolo del 47%, l’alluminio del 19%, mentre polietilene e polipropilene registrano aumenti tra il 30% e il 40%”. Una situazione che, secondo il presidente di Assolombarda, rende sempre più difficile pianificare investimenti e strategie industriali, soprattutto in un sistema produttivo composto in larga parte da piccole e medie imprese.
“Alle aziende servono energia, mercati e innovazione”
Biffi ha concluso il suo intervento sottolineando le priorità per il mondo produttivo lombardo e italiano. “Per le imprese programmare è sempre più complicato e le aziende hanno bisogno di fare investimenti di lungo periodo”. Per affrontare questo scenario, ha spiegato, servono “tre cose molto concrete: energia competitiva, accesso ai mercati e capacità di innovare“. Un tema che, ha aggiunto, pesa ancora di più “per un tessuto economico come il nostro, fatto per il 95% da Pmi e fortemente integrato nelle filiere”.
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