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Con la variazione al bilancio all’ordine del giorno della seduta di martedì il Consiglio regionale adempie a un obbligo di legge e chiude i conti col passato, apprestandosi ad affrontare una stagione nuova, senza vitalizi e senza indennità di fine mandato.

I 15 milioni previsti dalla delibera proposta dall’Ufficio di Presidenza all’Aula, costituiscono un atto dovuto e serviranno per permettere agli ex Consiglieri che ne faranno richiesta di riavere i contributi, da loro stessi accantonati nel corso degli anni, ai fini dell’assegno vitalizio. Si tratta di una somma di natura previsionale, basata sulla stima delle risorse che potrebbero essere necessarie qualora tutti i Consiglieri che ne hanno diritto optassero per la restituzione. Nei 15 milioni sono inoltre comprese anche le indennità di fine mandato riferite alla scorsa legislatura, oltre ad adempimenti di carattere fiscale (Irap).
La variazione al bilancio accantona una somma ricavandola da altri capitoli di spesa del Consiglio. Non esiste nessuna aumento dei costi del Consiglio. Siamo di fronte a un fatto tecnico ed è necessario precisare che è una manovra di bilancio effettuata all’inizio di un cambio di legislatura avvenuto anzitempo e dove notevole è stato il ricambio nella compagine dei Consiglieri (solo 14 su 80 sono stati confermati).
Come è noto gli istituti dell’indennità di fine mandato e del vitalizio sono già stati aboliti dalla legge regionale. Una decisione che il Consiglio regionale confermerà anche con la nuova legge sui costi della politica, in procinto di essere discussa e approvata.

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