Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Bilancio Expo, Sala il 25 gennaio in audizione in Comune

Bilancio Expo, Sala il 25 gennaio in audizione in Comune

Bilancio Expo, Sala il 25 gennaio in audizione in Comune
giuseppe sala
Bilancio Expo: dopo le polemiche sui dati preliminari e la loro presunta incompletezza, il commissario unico Giuseppe Sala sarà in audizione a Milano il 25 gennaio

La commissione Expo convocata per il 25 gennaio per l’audizione del commissario unico Giuseppe Sala in tema di bilancio a Palazzo Marino. A riferirlo in consiglio comunale il presidente della commissione, Ruggero Gabbai, il quale ha definito contestazioni “senza motivo” tutte le critiche sul bilancio della società Expo, nonché la sua presunta inerzia nei confronti delle richieste di chiarimenti a più riprese pervenute.

LE POLEMICHE SUI DATI PRELIMINARI – Risale a prima di Natale la presentazione da parte di Sala dei dati preliminari del bilancio 2015 al cda di Expo. Il rendiconto è stato chiuso con un margine operativo lordo di 14,9 milioni di euro ed un patrimonio netto di 14,2 milioni di euro. Ricavi pari a 736,1 milioni e costi di gestione del valore di 721,2 milioni di euro. Un documento ancora da sottoporre a verifiche: i dati definitivi arriveranno solo in primavera, alla chiusura del bilancio 2015. Risultavano ancora aperte alcune partite, come quella per gli extra costi dei vari appalti e soprattutto per le bonifiche dei terreni. Per quanto riguarda i ricavi dei biglietti, la nota del cda di Expo faceva riferimento ad una cifra di 400 milioni, senza una suddivisione tra biglietti a prezzo pieno, scontati, serali, season pass. A fronte di 21,5 milioni di ticket staccati, questo il dato ufficiale, si dedurrebbe ad ogni modo una media di 19 euro a biglietto. “I dati forniti sono volutamente incompleti – aveva lamentato tra gli altri il candidato sindaco di Italia Unica Corrado Passera -: si parla genericamente di ricavi, di costi e non comprendono né oneri finanziari né ammortamenti, né poste straordinarie”.