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Bindi conferma la testimonianza di Affari: nelle case popolari c’è la mafia

Bindi conferma la testimonianza di Affari: nelle case popolari c’è la mafia
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Dopo la testimonianza di un abitante del Corvetto ad Affaritaliani.it, che denunciava la presenza di un legame tra politica e racket degli abusivi nei quartieri popolari di Milano, arriva la dichiarazione di Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare antimafia: “Una emergenza come quella di Milano potrebbe avere dietro la criminalità organizzata”

“Non e’ che vogliamo andare a cercare la mafia anche dove non c’e’ ma quando esplodono fattori sociali o ci sono comportamenti che molti riconducono alla pratica del racket, riteniamo opportuno fare un approfondimento invitando tutti a non sottovalutare il rischio infiltrazioni”. Alza l’asticella dell’attenzione sulla vicenda delle case popolari occupate a Milano, Rosy Bindi che oggi ha presieduto la commissione parlamentare antimafia in prefettura. Una riunione nella quale non si e’ parlato solo di Expo ma anche di Aler e di quello che e’ accaduto in citta’ nelle ultime settimane. “La parola racket dell’occupazione e dell’assegnazione degli appartamenti e’ risuonata molto oggi – ha spiegato Bindi in conferenza stampa – anche se nessuno ha accertato dei collegamenti sicuri con la criminalita’ di stampo mafioso. Ma abbiamo voluto accendere una luce su questa vicenda. Invitiamo a non sottovalutare che una emergenza come questa possa avere dietro la criminalita’ organizzata. In questa citta’ potrebbe essere un’omissione grave”. “La nostra commissione ha compiti precisi – ha concluso Bindi – e non intendiamo invadere campi altrui. Siamo consapevoli che si tratta di una emergenza sociale che investe l’ordine pubblico. ci saranno altre commissioni parlamentari che se ne occuperanno. Ma invitiamo a non sottovalutare comportamenti o ‘reti spia’”.