di Lorenzo Zacchetti
Lo scorso 1 novembre ho partecipato con grande piacere alla festa organizzata dal Comitato Zona 8 Solidale per dare i benvenuto ai rifugiati ospiti della Caserma Montello. E’ doveroso difendere il valore della solidarietà, di fronte al riemergere di spinte protezioniste, se non dichiaratamente xenofobe. Sono felice che l’evento sia stato raccontato anche dal Washington Post (per leggere l’articolo, clicca QUI), visto che solitamente la stampa estera si occupa delle vicende italiane per ragioni meno commendevoli.
Tra le numerose presenze alla festa, spiccava quella del Black Panthers Football Club, squadra di calcio composta da rifugiati provenienti dall’Africa ed ospiti del centro di accoglienza di via Aldini, a Quarto Oggiaro. Gestito da Progetto Arca, il centro utilizza meritoriamente lo sport come strumento di integrazione e i Black Panthers si sono tolti delle soddisfazioni come vincere la diciannovesima edizione del torneo organizzato dall’Associazione Olinda presso l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, con la partecipazione di 16 squadre formate da associazioni, centri sociali e comunità straniere.
Un’altra bella iniziativa si è svolta lo scorso 23 ottobre al centro sportivo comunale gestito dal Sempione Half, che si trova proprio in mezzo tra il centro di accoglienza di via Aldini e quello di via Mambretti. Il Sempione Half, storica società milanese, è attualmente presieduto da Faustina Favatà, persona estremamente sensibile nei confronti di queste tematiche.
In collaborazione con ScuolAperta, l’associazione dei volontari che insegnano l’italiano agli ospiti del centro di via Corelli, e con l’ex consigliere comunale Alessandro Giungi, oggi Presidente del Comitato di controllo dei centri di accoglienza milanesi, è stato organizzato un quadrangolare chiamato “Torneo dell’Accoglienza – Il razzismo è fuori gioco!”.
A vincere è stata la squadra del centro di via Mambretti, ma per tutti i ragazzi coinvolti il calcio rappresenta una speranza per il futuro. In alcuni casi, il pallone può davvero cambiare la vita.
Ad esempio, è successo a Bakery Jatta diciottenne gambiano arrivato in Italia con un viaggio della speranza. Oggi gioca in Bundesliga, con la maglia dell’Amburgo.
Anche il suo connazionale Ousmane Manneh ha trovato una nuova vita in Germania: fuggito dalla dittatura e dalla povertà, ha giocato nelle serie minori con il Blumenthaler, per poi essere tesserato dal Werder Brema. Arrivato in prima squadra anche grazie ad una serie di circostanze fortunate, lo scorso 15 ottobre ha segnato il suo primo gol in Bundesliga, firmando la vittoria per 2-1 sul Bayer Leverkusen! Per vedere il suo gol, clicca QUI.
A volte, i sogni diventano realtà. Anche quando la vita comincia in salita.
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