Il nuovo corso di Bottega Verde Toscana passa anche da Milano, scelta come vetrina per il debutto pubblico della nuova identità del marchio durante la Beauty Week e città nella quale il brand può contare su una presenza commerciale consolidata. Più in generale, la rete Bottega Verde è diffusa in tutte le province lombarde.
È da qui, da una delle capitali italiane del beauty e del retail, che prende forma anche il racconto della nuova fase dell’azienda: un percorso che parte dalle radici in Val d’Orcia e punta a trasformarle in un elemento sempre più riconoscibile del posizionamento del marchio. Il passaggio da Bottega Verde a Bottega Verde Toscana non è infatti soltanto un cambio di nome, ma la scelta di rendere esplicito il legame con il territorio d’origine e con un modello di cosmetica che mette insieme ricerca, ingredienti botanici, efficacia e dimensione sensoriale.
A spiegare obiettivi e prospettive di questa evoluzione è Benedetto Lavino, presidente di Bottega Verde Toscana, che nell’intervista ad Affaritaliani.it Milano affronta anche i temi della competitività della cosmetica italiana ed europea, degli investimenti in innovazione e delle strategie di crescita del brand, tra nuovi consumatori, sviluppo dei canali e mercati internazionali. L’INTERVISTA
Bottega Verde diventa Bottega Verde Toscana: perché avete scelto proprio oggi di rendere così esplicito il legame con le vostre origini? È un’operazione di rafforzamento dell’identità o anche una risposta a un mercato della cosmetica sempre più competitivo e affollato?
È entrambe le cose, ma il punto di partenza è l’identità. Abbiamo scelto di rendere più evidente ciò che Bottega Verde è sempre stata: un’impresa cosmetica italiana con radici profonde in Toscana e una propria idea di bellezza, fondata sull’incontro tra ricerca, efficacia e piacere sensoriale. Bottega Verde è nata più di cinquant’anni fa nel cuore della Val d’Orcia. La Toscana continua a essere per noi un territorio d’ispirazione: nella nostra Tenuta coltiviamo alcuni degli attivi impiegati nelle nostre linee e svolgiamo attività di ricerca botanica. È una terra che alimenta il nostro immaginario cosmetico, fatto di natura, bellezza, cura e saper fare. In un mercato affollato, l’identità è un fattore competitivo decisivo, purché sia autentica. Bottega Verde Toscana non aggiunge una storia artificiale al marchio: rende più nitida una storia vera e le dà la forza per parlare anche ai consumatori di oggi. In fondo, è questo il senso dell’evoluzione: le origini diventano futuro.
Ricerca, efficacia e piacere sensoriale: qual è oggi la vostra idea di bellezza?
La bellezza, per noi, non è un modello da raggiungere. È il benessere che nasce dai gesti quotidiani di cura di sé e dal sentirsi bene nella propria pelle. Il cosmetico ha quindi una funzione concreta, ma anche una dimensione emotiva: deve mantenere ciò che promette e, nello stesso tempo, essere piacevole da usare. Il nostro elemento distintivo è non accettare la contrapposizione tra natura e performance. Crediamo che la natura, quando viene studiata e interpretata attraverso la ricerca, possa offrire una cosmetica estremamente contemporanea. È ciò che chiamiamo Botanical Intelligence: partire dall’intelligenza delle piante e trasformarla, attraverso la ricerca cosmetica, in formule efficaci e piacevoli da usare. Per noi performance, natura e sensorialità devono convivere nello stesso prodotto. Saponaria è un primo esempio concreto della nostra Botanical Intelligence: una pianta coltivata nella nostra Tenuta, studiata insieme all’Università di Siena e trasformata in un’esperienza cosmetica contemporanea.
Il mercato beauty sta cambiando rapidamente: quali sono le sfide principali che attendono la cosmetica italiana ed europea?
La sfida decisiva è continuare a innovare e competere in un mercato globale che cambia molto rapidamente. I consumatori sono più informati e selettivi: chiedono risultati dimostrabili, trasparenza, qualità e sostenibilità. Per le imprese significa investire in ricerca e, insieme, saper ascoltare e rispondere con maggiore velocità. Per l’industria europea c’è poi un tema di competitività. La sicurezza dei consumatori resta una priorità assoluta, ma la regolazione deve essere proporzionata, basata sulle evidenze scientifiche e attenta agli effetti cumulativi sulle imprese. Se innovare in Europa diventa più lento e più oneroso che altrove, rischiamo di indebolire un settore nel quale il continente esprime competenze e una leadership riconosciuta. Dobbiamo infine raccontare meglio il peso reale della cosmetica. In Italia il settore vale circa 18 miliardi di euro, esporta per 8,6 miliardi e investe circa il 6% del fatturato in ricerca e sviluppo. Dietro un cosmetico ci sono scienza, occupazione qualificata, manifattura d’eccellenza e una filiera fortemente orientata all’export. È su questa base che l’Italia può consolidare il proprio ruolo internazionale.
Dopo il rebranding, quali sono i prossimi obiettivi di Bottega Verde Toscana? Crescita, nuovi consumatori o nuovi mercati?
La risposta è: crescita, nuovi consumatori e nuovi mercati, ma con una sequenza chiara. Prima viene il rafforzamento dell’identità e della proposta di Bottega Verde Toscana; la crescita deve essere la conseguenza di questo lavoro. Il rebranding apre quindi una nuova fase, non la conclude. Continueremo a investire nell’innovazione di prodotto, con formule efficaci e un legame sempre più riconoscibile con le nostre fonti d’ispirazione. Faremo evolvere l’esperienza di marca nei negozi e sui canali digitali, perché ogni punto di contatto esprima la stessa identità. Lavoreremo inoltre per ampliare la nostra base clienti, dialogando anche con le generazioni più giovani senza perdere la relazione costruita con chi ci sceglie da anni. Guardiamo con interesse anche allo sviluppo internazionale. La priorità, però, è presentarci sui nuovi mercati con un posizionamento forte e immediatamente leggibile: una marca italiana che unisce competenza cosmetica, esperienza sensoriale e un legame autentico con la Toscana. È questa chiarezza che può sostenere una crescita solida nel tempo.


