di Fabio Massa
Grande tensione nel Pd lombardo. Perché ancora una volta Matteo Renzi potrebbe essere messo nelle condizioni di penalizzare Milano, dopo la vicenda dei sottosegretari e dei viceministri, tra i quali non c’è neppure un democratico milanese (con l’eccezione del bergamasco “adottato” Maurizio Martina). La vicenda è quella delle elezioni europee, per le quali nel collegio Nord-Ovest sono previsti 6 eletti da spartirsi tra Lombardia, Piemonte e Liguria. Ovviamente la Lombardia rappresenta circa i due terzi degli elettori totali. Tuttavia, per come starebbero andando le cose – stando a rumors di Affaritaliani.it – potrebbe non avere quattro rappresentanti su sei, ma solo tre. Senza capolista.
Pare infatti che Renzi voglia a tutti i costi una donna testa di lista. Troppi uomini nel resto d’Italia, e il Nord-Ovest è uno dei pochi collegi nei quali Roma vuole a tutti i costi che abbia una guida… in rosa. Strada sbarrata quindi per Stefano Boeri, l’architetto e intellettuale, ex assessore della giunta milanese. Il premier pare orientato fortemente sotto la Mole, soprattutto dopo una serie di contatti con Piero Fassino, sindaco della città e tra i leader di Area Democratica. A guidare la lista delle Europee potrebbe essere Mercedes Bresso. La logica è anche quella del “risarcimento” e di “premio” per aver fatto cadere la giunta regionale guidata da Cota. La Bresso si dovrebbe poi accoppiare, nelle preferenze, con il ligure Sergio Cofferati. A questo punto, il successivo terzetto sarebbe quello dei milanesi: Antonio Panzeri, Patrizia Toia e Alessia Mosca. E l’ultimo posto in lista? Potrebbe “toccare” al Piemonte, generando il pasticcio della sottovalutazione di cui sopra.
@FabioAMassa
