Secondo i dati della Caritas, ogni anno 800 nuove donne finiscono sulle strade di Milano. Almeno una su cinque è nigeriana. «Rispetto a qualche tempo va, in particolare, le donne nigeriane sono ancora più deboli di un tempo e con un maggiore carico di sofferenza sulle loro spalle. Qualche anno fa le organizzazioni criminali che le sfruttavano garantivano un modo relativamente semplice per arrivare in Europa. Oggi le donne prima di finire sulle strade di Milano hanno spesso compiuto viaggi di anni, attraverso le frontiere africane. C’è chi ha attraversato il deserto, poi il Mediterraneo, in mano ad organizzazioni sempre più spietate», osserva suor Claudia Biondi, responsabile area tratta e prostituzione di Caritas Ambrosiana. Sono 1683 le donne vittima di tratta incontrate sulle strade di Milano e hinterland degli operatori e i volontari coordinati da Caritas Ambrosiana lo scorso anno. Una su cinque è nigeriana. I nuovi contatti parlano di un turn over di circa il 35%, ma su Milano è ancora più alto (53%). Ciò significa che ogni anno c’è un ricambio di circa la metà delle donne, con nuovi arrivi o dal Paese di origine, o da altri Paesi europei o da altre zone d’Italia. Per quanto riguarda le nigeriane, si assiste ad una maggiore concentrazione nell’hinterland, o comunque appena fuori dalla cerchia urbana: mentre le aree urbane, dentro i confini cittadini, si confermano appannaggio delle organizzazioni criminali che sfruttano le donne dell’Est Europa.

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Sono 1683 le donne vittima di tratta incontrate sulle strade di Milano e hinterland degli operatori e i volontari coordinati da Caritas Ambrosiana lo scorso anno. Una su cinque è nigeriana. I nuovi contatti parlano di un turn over di circa il 35%, ma su Milano è ancora più alto (53%)
