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Milano

di Roberto Biscardini,
Consigliere comunale socialista

Caro Giuliano,
la nostra maggioranza è alle prese con una grande sfida: come garantire servizi, rispondere ai bisogni della città e promuovere crescita e sviluppo in un momento di gravi difficoltà economiche e minori risorse. Governare in modo nuovo rispetto al passato, non lasciando nulla di intentato.
Come ben sai, dall’inizio della nostra esperienza amministrativa posi il tema, assolutamente centrale, della partecipazione del Comune alla lotta all’evasione fiscale e del ruolo che l’amministrazione può svolgere nell’individuazione delle frodi fiscali. Si tratta semplicemente di utilizzare la legge esistente, che consente ai comuni di svolgere non solo l’attività di accertamento, ma di recuperare per il proprio bilancio il 100% delle somme accertate. Per questa ragione proposi al Consigl io comunale nel settembre del 2011 un ordine del giorno, votato a larghissima maggioranza, nel quale si indicava la strada di dar vita ad un ufficio dedicato, dotato di una consistente task force di dipendenti comunali, opportunamente formati, dediti a questa attività e all’incrocio di diverse banche dati già a disposizione.
Dai miei calcoli, se ci ponessimo l’obiettivo di accertare e recuperare non il 100% , ma almeno il 10% dell’evasione stimata a Milano, si porterebbe nelle casse comunali la cifra stratosferica di oltre 400 milioni di euro annui, che metterebbe il nostro bilancio in equilibrio ripianando per sempre il nostro buco.
Inutile ricordare che l’evasione fiscale, in una città come la nostra, non riguarda solo piccoli evasori, ma la criminalità organizzata e attività diverse legate a imprese fittizie e patrimoni occulti. Insomma, una campagna per il rispett o della legalità con forti ricadute sull’attività amministrativa e sulla nostra politica degli investimenti.
A distanza di due anni il risultato non è confortante. Dai dati del Ministero delle Finanze risulta che nel 2013, per attività di accertamento fiscale del 2012, entreranno nelle casse del Comune soli 949.268 euro, invece dei 400 milioni a cui potevamo mirare. Certo, un modesto segnale di cambiamento rispetto al passato in cui il dato era ancora peggiore, ma un dato assolutamente insufficiente che dimostra almeno tre cose: la task force non è stata impiantata, l’attività di segnalazione è stata imprecisa, il Comune non si è attrezzato come il Consiglio comunale aveva richiesto.
949 mila euro sono pari a 0,76 euro per abitante, contro i 25,49 del comune di Formigine, gli 8,07 di Bergamo, 4,47 di Rimini, 4,46 di Cin isello Balsamo. Comuni di piccole e medie dimensioni che hanno dimostrato come l’attività di recupero dell’evasione non solo sia possibile, ma anche redditizia.
Tra le grandi città, per la verità ci batte in peggio Torino e Roma. Ma Milano non dovrebbe essere seconda a nessuno. Da Milano ci si aspetta un’amministrazione all’avanguardia. Responsabilità degli uffici e della struttura? Probabile. Certo è che non si può pensare che il Comune di Milano con circa 16 mila dipendenti non riesca a dedicarne 50 o 100 per un’attività assolutamente centrale nella vita dei cittadini milanesi. D’altra parte a noi spetta la responsabilità politica di stabilire gli obiettivi, la struttura si deve assumere la responsabilità burocratica di raggiungerli.
Ultima annotazione, la Giunta ha recentemente delibera to di esternalizzare il servizio di recupero dell’evasione dei tributi locali, che non c’entra con l’evasione fiscale ma è gemella. Una gara che costerebbe all’amministrazione comunale qualche milione di euro. Brutto segnale, perché un bando di questo genere è la dimostrazione dell’inefficienza della macchina comunale. Su una materia delicata come questa, per altro, non c’è esternalizzazione che tenga. È un po’ come dire che un giorno potremmo esternalizzare anche il servizio della vigilanza urbana.


 

Tags:
giuliano pisapia






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