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Milano
Caso Aler-Asset/ "Vi racconto tutta la verità"

di Franco Cazzaniga,
ex membro cda Asset

A seguito dell'articolo apparso giovedì 30 gennaio 2014 sul Corriere della Sera dove si cerca di coinvolgere il PD quale responsabile della situazione della società ASSET partecipata al 100 per cento da ALER, coinvolgendo direttamente anche la mia persona. Non essendo disponibile a dare spazio a queste situazioni strumentali sul Pd. e nei miei confronti, credo opportuno rassegnare le  dimissioni da ASSET.
La scelta delle dimissioni la faccio affinché ognuno possa assumere liberamente ogni opportuna iniziativa.
Prendo questa decisione per tutelare il PD e per togliere a chiunque ogni possibilità di fare polemiche strumentali.
Voglio però sfruttare questa occasione per cercare di mettere al centro quelli che a mio avviso sono i veri problemi e le vere e reali responsabilità, che hanno creato questo stato di cose per ASSET e ALER.
La questione che mi riguarda più da vicino è ASSET.
ASSET-ALER Milano è costituita nel 2005 a seguito di richiesta della Regione Lombardia interessata al perfezionamento dell’acquisto degli immobili  siti in via Pola /Taramelli /Rosellini, già in suo possesso e destinati ad uso uffici, di proprietà di ENPAM.

La trattativa si perfeziona con una condizione che viene recepita dalla Regione e riguarda l’individuazione di altre due operazioni, quella di Pieve Emanuele e di Garbagnate Milanese.
ENPAM, in quel periodo stava conducendo una iniziativa di trasformazione del suo patrimonio a livello nazionale, privilegiando il settore degli uffici.

L'idea di  uno strumento operativo che consentisse ad ALER di avere la possibilità di intervenire e promuovere progetti di housing sociale non era di per sè sbagliata perché ASSET poteva intraprendere operazioni di ristrutturazione -riqualificazione e di trasformazione del territorio sotto il profilo urbanistico.

I progetti di ASSET più significativi vengono di seguito definiti.

1 ) Pieve Emanuele prevede un impegno del comune e di ALERdi ampliare il Programma di Recupero Urbano del “Quartiere ex INCIS” integrandolo con le aree del complesso edilizio ex ENPAM cquistato da ASSET, (161 famiglie) sito in via Tulipani, riqualificando il contesto con interventi di Edilizia Residenziale Pubblica, prevedendo la riconfigurazione dell'assetto del comparto ex ENPAM, l'attuazione del PRU dell'ex quartiere INCIS, con edilizia residenziale pubblica,  interventi di ristrutturazione, edilizia convenzionata di nuova edificazione, edilizia libera, edilizia con destinazione commerciale, edilizia di destinazione direzionale e  opere di urbanizzazione.
L’interesse e l’impegno della Regione si riscontra anche con il coinvolgimento diretto di Infrastrutture Lombarde.
Viene sottoscritta una convenzione tra ALER –ASSET e Infrastrutture Lombarde alla quale vengono affidati i compiti di:
- stazione appaltante per gli interventi di valorizzazione e/o riqualificazione delle torri ERP;
- advisory comprensivo di attività di promozione immobiliare e relativo marketing delle aree di proprietà ASSET;
- coordinamento delle attività connesse alla realizzazione delle opere di urbanizzazione comprese nel PRU.

2 ) Garbagnate Milanese, dove viene definito l’acquisto da parte di ASSET degli alloggi del complesso residenziale in dismissione da ENPAM denominato “Quadrifoglio.” (299 famiglie)
Con la Regione Lombardia si è definito un accordo quadro di sviluppo territoriale, nel quale si prevedeva di favorire l’acquisto da parte dei conduttori dei singoli alloggi.
Era previsto inoltre di agevolare le famiglie che non erano in grado di aderire alla proposta d’acquisto, attraverso la realizzazione di nuovi alloggi di edilizia sociale.
Due operazioni che sono iniziate in parte con grandi difficoltà, che coinvolgono centinaia di famiglie.
Interventi socialmente importanti, perché danno una risposta anche al problema degli sfratti in essere, ed è per questo che andavano tutelate e sostenute con più forza e pienamente dalla Regione Lombardia.
Il mancato totale sostegno della Regione è un errore perché portare a termine velocemente questi interventi significa aiutare il settore edilizio ad uscire dalle difficoltà che incontra, attuando politiche di ridisegno e riqualificazione del territorio.
L’iniziativa di Pieve Emanuele, che ha visto la Regione imporre , la presenza di infrastrutture Lombarde,  pur nella complessità del progetto,haevidenziato con molta chiarezza che il ruolo di infrastrutture lombarde è stato insufficiente e lacunoso,viste le difficoltà incontrate nella predisposizione dei progetti a costi che di fatto erano fuori mercato e le lungaggini nella definizione e nell’espletamento  dei bandi.
A questo proposito va evidenziato che ad un certo punto è stataASSET a dovere  predisporre direttamente i bandi.

Vi è quindi una responsabilità chiara della Regione e del centrodestra che non ha valutato l’opportunità di sostenere fino in fondo questi progetti.
Il mancato sostegno con ulteriori interventi economici ha aumentato le difficoltà di ALER e ASSET nel portare avanti questi progetti, contribuendo ad aggravare la loro situazione in termini di esposizione con le banche.
L’atteggiamento della Regione è ancora più incomprensibile per due motivi di fondo.
Il primo perché ASSET è di fatto una creatura voluta fortemente dalla stessa Regione.
Ilsecondo perché queste operazioni, sotto il profilo del piano economico, sono positive se si creano le condizioni per chiuderle in tempi giusti e non biblici, e sotto questo profilo la Regione doveva aiutare a superare tutti gli aspetti burocratici ed economici, visto che al centro degli interventi si danno risposte anche a problemi di tipo sociale.
Mi preme poi evidenziare altre due questioni.
La prima riguarda la mia presenza in ASSET.
La mia nomina avviene nel 2011 e andava a scadenza naturale all’approvazione del bilancio 2013.
E per amore di verità, altrimenti potrebbero essere falsati i giudizi sul lavoro svolto, credo sia giusto puntualizzare che le decisioni sulle iniziative diASSET sono statedefinite ed approvate ben prima della mia nomina.
Il lavoro svolto si è focalizzato nel  cercare di contribuire alla razionalizzazione della gestione cercando di ottenere dei  risparmi e focalizzando meglio gli obbiettivi strategici di ASSET.
Qualche timido successo l’abbiamo ottenuto, visto che il disavanzo della società passa da 4.705.000,00 euro del 2011 a 1.963.000,00 nel 2012.
La seconda riguarda il lavoro svolto per costruire un rapporto positivo con ALER per approfondire assieme le prospettive per le quali era nata ASSET, che erano l’attuazione di una politica che sapesse ricercare risposte positive ai problemi dell’edilizia residenziale pubblica (housing sociale), alle problematiche relative all’annoso problema del recupero dei vecchi quartieri Milanesi.
A questo proposito, il rapporto con il CDA di ALER non è stato facile visto che per ottenere un incontro nel quale confrontarsi ci sono voluti mesi.
L’incontro è infatti  avvienuto solo a pochi mesi dalla scadenza del mandato e, di fatto, si è riscontrato una sorta di disimpegno.
Dall’incontro si è constatato che su un tema strategico come il risanamento dei vecchi quartieri ALER non aveva una sua strategia e io credo che oltre ai problemi di una corretta gestione ordinaria, che è stata sicuramente lacunosa, la mancanza di un progetto sia stata la vera sconfitta sotto il profilo politico del CDA, dimostrando un’incapacità nel pensare e guardare al futuro.
E’ fondamentale pensare ad un progetto sostenibile perché il patrimonio ALER così come quello del Comune di Milano è un patrimonio vecchio sul quale bisogna intervenire in modo radicale.
Come ASSETabbiamo sostenuto che si deve prendere coscienza che c’è l’esigenza di interventi di abbattimento-ricostruzione dei vecchi quartieri.

E' questa forse l'unica strada percorribile viste le condizioni dei vecchi quartieri,  che i Sindaci dei Comuni dell’Area Metropolitana hanno preso coscienza dell’assoluta necessità di evitare il consumo di suolo pubblico evitando espansioni sulle aree a verde.
Questo dato apre uno scenario nuovo che mette al centro l’esigenza che  si debba intervenire abbattendo e ricostruendo i vecchi quartieri pubblici.
E’ partendo da queste riflessioni che dobbiamo essere in grado di costruire un percorso virtuoso che porti ad un progetto pilota,coinvolgendo i livelli istituzionali ed in modo responsabile i cittadini delle zone interessate, gli inquilini, illustrando agli stessi quali sono le difficoltà i possibili disagi che si incontreranno per intervenire sul patrimonio pubblico che è vecchio, che ha problemi di staticità sismica, di certificazioni inadeguate, di sicurezza e di risparmio energetico.
E' opportuno riflettere anche sulle politiche attuate negli ultimi anni rispetto alle manutenzioni straordinarie che sono poi diventate cicliche.
I risultati prodotti, sono risultati insoddisfacenti, visto il livello elevato dei costi rispetto ai risultati conseguiti.
Vanno costruiti progetti  condivisi e definiti con  l’obiettivo di rididegnare parti consistenti di città .
Per ottenere risultati positivi, vanno coinvolte le diverse  realtà interessate al risanamento dei quartieri.
Il governo affinché dopo anni di disimpegno del pubblico,  ritorni ad essere protagonista e finanziare - incentivare il settore, attraverso un nuovo piano nazionale privilegiando gli interventi di abbattimento e di ricostruzione dei quartieri di edilizia pubblica;
La Regione attraverso la definizione di un piano straordinario di finanziamento dei progetti di abbattimento e ricostruzione. Inoltre  deve  prevedere risorse ordinarie nel proprio bilancio a sostegno dell’edilizia pubblica.
Il Comune deve intraprendere questa strada  stimolando sotto il profilo urbanistico il ridisegno dei quartieri interessati, integrandoli in modo più efficiente e razionale nel sistema città.
La zona interessata, deve partecipare a rendere concreto e realizzabile il percorso di coinvolgimento dei cittadini, contribuendo alla definizione dei servizi della zona.
Le associazioni degli imprenditori Milanesi e il mondo della cooperazione, debbono  partecipare alla   definizione del progetto, indicando, gli operatori virtuosi che possono mettere a disposizione per questo progetto, i lori immobili invenduti ed utilizzarli per rendere concreta una corretta mobilità.
Con le associazioni della proprietà edilizia per chiedere la disponibilità di mettere a disposizione del progetto, alloggi che possono essere utilizzati per rendere attuabile il processo di mobilità.
Le banche milanesi, che possono agevolare questo progetto, con politiche virtuose di sostegno al credito.
I sindacati confederali e sindacati inquilini, vanno coinvolti affinchè condividano il progetto e definiscano percorsi virtuosi in un rapporto corretto con i cittadini e gli inquilini.
Questo percorso con grande fatica si è avviato anche se incontra ancora molte difficoltà.
Spero inoltre che il confronto a suo tempo avviato con il vecchio  CDA di ALER, possa essere ripreso e ulteriormente  sviluppato.
In verità non so se la riconferma a Presidente dell'ALER del Commissario, sia la scelta giusta per svolgere e portare a compimento questo compito.

L' Ultima questione riguarda l'ALER.
A questo proposito credo indispensabile puntualizzare che il Presidente della Giunta Regione Maroni,  non possa  fare finta di non conoscere la situazione economica dell’ ALER, visto che   i bilanci sono tutti approvati dalla stessa Regione Lombardia, che lui Governa.
La domanda è perché si focalizza tutta la questione sotto il profilo economico, mentre la questione vera è quale progetto di risanamento degli immobili è possibile prospettare guardando al futuro.
Forse si vogliono coprire le responsabilità del Centro Destra di non essere stato in grado di affrontare e risolvere positivamente questi problemi, cercando di coprire su questo fronte il suo fallimento.

Nel chiudere queste mie riflessioni ribadisco che è del tutto evidente che le responsabilità della situazione ALER- ASSET non stanno in capo al PD, ma stanno in capo a chi fino ad oggi ha governato la Regione ed era in assoluta maggioranza in ALER e ASSET .
Tutto questo non c'entra con le larghe intese e chi pensa questo è in malafede o ha altri scopi.

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