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Milano

Chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di finanziamento illecito ai partiti per quattro responsabili di Fare Metropoli, la fondazione dell'ex presidente della Provincia Filippo Penati la cui posizione invece è stata straciata, attraverso la quale secondo l'accusa sarebbero arrivati fondi per 368mila euro per finanziare le campagne elettorali del politico. La richiesta di processo è stata formulata dal pubblico ministero Antonio D'Alessio che ha invece chiesto l'archiviazione per 7 finanziatori, tra cui Massimo Ponzellini.

D'Alessio ha chiesto di processare Carlo Angelo Parma, responsabile finanziario di Fare Metropoli; Pietro Rossi, legale rappresentante della fondazione; l'architetto Renato Sarno, ritenuto il collettore dei finanziamenti ricevuti tra il 2009 e il 2010, e Roberto De Santis, l'unico finanziatore per il quale non è intervenuta la richiesta di archiviazione, per un contributo di 20mila euro versato in qualità di rappresentante di Pace spa.

Nei capi di imputazione si legge che secondo gli inquirenti Fare Metropoli era un "mero schermo destinato a occultare la diretta destinazione delle somme a Filippo Penati, per il quale si procede con separato procedimento). L'archiviazione invece è stata chiesta per Enrico Intini, Massimo Ponzellini, Enrico Coralli, Agostino Gianbattista Spoglianti, Paolo Golzio, Marco Gadaleta, Luigi Arnaudo. Hanno versato i soldi a Fare Metropoli, ma secondo la procura "non vi sono elementi per ritenere che gli indagati fossero consapevoli di finanziare illecitamente l'attivita politica di Penati" e "non ci sono prove che gli indagati fossero a conoscenza della fittizi età dell'associazione". Anzi, essi hanno hanno dichiarato all'autorità inquirente di essere stati tratti in inganno dalla presunta fittizia finalità culturale della fondazione. Secondo il pm, "non appare, invece, credibile la tesi secondo cui Penati, Rossi, Parma e Sarno avrebbero esplicitato ai finanziatori le reali finalità dell'associazione".

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penati







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