Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Caso Ramy, i legali di Fares vogliono chiedere il risarcimento danni al Ministero della Difesa

Caso Ramy, i legali di Fares vogliono chiedere il risarcimento danni al Ministero della Difesa

I legali di Fares Bouzidi annunciano la richiesta di citare il Ministero della Difesa come responsabile civile per le lesioni subite nell’inseguimento

Caso Ramy, i legali di Fares vogliono chiedere il risarcimento danni al Ministero della Difesa
Fares Bouzidi

Lo Stato potrebbe essere chiamato a risarcire i danni nel caso della morte di Ramy Elgaml. L’udienza preliminare davanti alla gup Tiziana Landoni, prevista per oggi, è stata rinviata al 6 novembre, anche in relazione all’astensione nazionale degli avvocati. Una seconda udienza è già stata fissata per il 21 dicembre. A far discutere è soprattutto la posizione della difesa di Fares Bouzidi, il giovane che quella notte era alla guida dello scooter su cui viaggiava Ramy. I suoi avvocati, Marco Romagnoli e Debora Piazza, hanno annunciato che chiederanno al giudice di citare il Ministero della Difesa come responsabile civile per i danni. “Poi chiederemo l’autorizzazione alla giudice a citare il Ministero della Difesa come terzo responsabile civile per i danni”, ha spiegato Romagnoli. La richiesta, ha precisato il legale, potrebbe riguardare anche le compagnie assicurative delle vetture coinvolte nell’inseguimento.

La ricostruzione dello speronamento

La difesa di Bouzidi continua intanto a sostenere una ricostruzione dell’incidente diversa da quella che attribuisce la responsabilità dello schianto esclusivamente alla dinamica della fuga. Al centro c’è una consulenza tecnica di parte che, secondo i legali, avrebbe individuato un contatto tra la vettura dei carabinieri e lo scooter. Romagnoli ha ribadito che “noi sosterremo l’ipotesi dell’omicidio volontario”, facendo riferimento proprio alla consulenza depositata dalla difesa, che secondo il legale avrebbe accertato “lo speronamento”.

La ricostruzione sostiene che la gazzella guidata dal carabiniere Antonio Lenoci avrebbe urtato il lato posteriore dello scooter nella fase conclusiva dell’inseguimento, contribuendo alla perdita di controllo del mezzo. Si tratta, va precisato, di una tesi della difesa che dovrà essere valutata nel procedimento.

Le accuse e la posizione di Fares

Nel procedimento è imputato Antonio Lenoci, il carabiniere alla guida dell’ultima vettura impegnata nell’inseguimento, con l’accusa di omicidio stradale aggravato dall’”eccesso colposo nell’adempimento del dovere”. Bouzidi risponde invece di concorso in omicidio stradale. Altri sei carabinieri sono imputati, a vario titolo, per ipotesi di favoreggiamento, depistaggio e falso; alcune contestazioni riguardano anche il verbale relativo all’arresto di Bouzidi.

La difesa di Fares annuncia inoltre una costituzione di parte civile per le lesioni riportate dal giovane durante l’inseguimento. “Ci costituiremo sia per le gravi lesioni” contestate a Lenoci nei confronti di Fares, ha spiegato Romagnoli, sia “per i falsi e per il depistaggio”. Il legale ha quindi aggiunto un’accusa particolarmente pesante: “Perché i carabinieri hanno alterato la realtà”. Anche questo punto rientra nelle contestazioni della difesa e dovrà essere accertato nel corso del procedimento.

In attesa di novembre, la difesa di Fares ha scelto una linea netta: non limitarsi alla posizione processuale del proprio assistito, ma chiedere che venga valutata anche la responsabilità civile dello Stato, attraverso la citazione del Ministero della Difesa, e sostenere in aula la ricostruzione dello speronamento.