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Il Castello di Cusago è in vendita: l’antica dimora dei Visconti (e di Berlusconi) sul mercato per 9,7 milioni di euro

L’annuncio compare su Immobiliare.it: lo storico edificio, un tempo di proprietà di Silvio Berlusconi, cerca un nuovo destino. Il sindaco Gianmarco Reina esprime amarezza, mentre si ipotizza la trasformazione in residenza di lusso o struttura alberghiera

Il Castello di Cusago è in vendita: l’antica dimora dei Visconti (e di Berlusconi) sul mercato per 9,7 milioni di euro

“Prestigioso e irripetibile investimento immobiliare”. Recita così l’inserzione sul portale Immobiliare.it. Un’opportunità senza dubbio unica, vista la sua eredità storica. Bernabò Visconti, signore di Milano, ne ordinò l’edificazione tra il 1360 e il 1369. Successivamente, Filippo Maria Visconti fece realizzare un canale, il Naviglietto, per raggiungerlo agevolmente via acqua. Il Castello di Cusago rappresenta una copia in scala del Castello Sforzesco. All’inizio del secolo scorso, l’architetto Luca Beltrami trasse ispirazione proprio da questo complesso per la ricostruzione della celebre Torre del Filarete.

Trattative internazionali: verso una trasformazione in hotel di lusso

Da giovedì scorso, il maniero, con una superficie di 6 mila metri quadrati e un parco di altri 15 mila, è proposto sul mercato a 9 milioni 750 mila euro. La gestione delle vendite è affidata all’Immobiliare Bertossi di Como. “Per la nostra agenzia non è una novità, abbiamo già curato la cessione di un castello in Valle d’Aosta, ma in questa circostanza il passato è più blasonato – dichiara il titolare, Gian Pasquale Bertossi -. Abbiamo già ottenuto sei manifestazioni d’interesse, di cui due da nostri assistiti, uno svizzero e uno italiano. Il progetto è di convertirlo in un immobile di pregio, che sia un hotel di lusso oppure un complesso di appartamenti. La copertura è stata integralmente ripristinata e la torre è stata messa in sicurezza grazie a un esborso della proprietà pari a 2 milioni e mezzo di euro“.

Dai Visconti a Silvio Berlusconi: i passaggi di proprietà e il declino

La fortezza, situata nel cuore del borgo, è attualmente detenuta dal gruppo Viridea, ma attraverso i secoli ha cambiato padrone numerose volte. Da dimora di corte e “villa di delizie” amata da Ludovico il Moro, che vi organizzava feste e battute di caccia, passò a destinazioni d’uso gradualmente più umili. La proprietà transitò prima al conte Massimiliano Stampa e poi, per via ereditaria, alla famiglia Casati-Stampa. Nel 1973, Silvio Berlusconi, già attivo a Cusago con importanti cantieri edili, lo rilevò insieme alla villa di Arcore. Tuttavia, non ne avviò mai il restauro, cedendolo nel 2003 a un consorzio di imprenditori. Da allora, il degrado è aumentato. L’ultima ipotesi di recupero, una fondazione mista nata nel 2023, si è sciolta dopo appena un anno.

Il rammarico del Comune e le prospettive per la cittadinanza

“Negli anni 80 il castello ospitava diverse famiglie. Vi erano collocati gli uffici di Edilnord, una taverna e un’officina. Ma soprattutto, gli spazi aperti erano teatro di sagre che richiamavano migliaia di persone”, rammenta il primo cittadino Gianmarco Reina. Dagli anni 90 l’immobile versa in stato di abbandono. Come ha accolto il sindaco la notizia della messa in vendita? “Con dispiacere. Vederlo online, allo stesso modo di appartamenti o cascinali, colpisce negativamente” ammette. “L’errore fatale risale al 2003, quando l’amministrazione dell’epoca non sfruttò il diritto di prelazione per acquistarlo a 848 mila euro“. Quale futuro si prospetta ora? “Manteniamo ottimi contatti con Viridea e, in caso di cessione, cercheremo un dialogo con i nuovi acquirenti per garantire che una parte del giardino o dell’edificio resti accessibile alla comunità: il Castello è il cuore di Cusago e i residenti devono poterne far parte”.

Dettagli architettonici: loggiati e finestre a sesto acuto da recuperare

Le vicende del fortilizio sono state analizzate nel volume “Castelli Fratelli” di Simona Borgatti. Oltre alla torre di vedetta, l’elemento di maggior impatto visivo è il loggiato situato sul fianco destro. Molteplici porte e finestre a sesto acuto, distribuite lungo i muri perimetrali, sono state murate nel corso del tempo. Un eventuale intervento di recupero potrebbe finalmente ripristinarle e restituire al monumento la sua fisionomia originaria.